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Ticino
"Misure per acciuffare i truffatori"
Redazione
13 anni fa
Norman Gobbi esprime la sua opinione sul fatto di comunicare automaticamente alla polizia i dati dei turisti in Ticino

Comunicare i dati degli ospiti delle strutture ricettive alla polizia. In modo automatico e sistematico. Questo quanto emerge da un articolo apparso sulla NZZ am Sonntag. I cantoni che applicano questa prassi sono dodici, tra i quali il Ticino. Per saperne di più clicca qui. Abbiamo sentito a proposito di questa prassi il Direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi. “La legge è regolata a livello cantonale e rientra in quella sugli esercizi alberghieri e della ristorazione” ci dice Gobbi. “È una prassi che in passato ci ha permesso di fermare persone ricercate. Soprattutto persone legate alla frode dello scotto. Persone che soggiornano da noi, usufruiscono dei servizi e se ne vanno senza pagare”.Il turista non è informato del fatto che i suoi dati vengono comunicati. A questo proposito il Ministro dice che: “Il turista riempie una scheda. Tutto serve a garantire la sicurezza. I dati vengono comparati con i nostri database solo se ci sono dei sospetti – continua Gobbi – la gestione di questi dati è comunque fatta nel pieno rispetto della privacy. A riprova di questo il garante per la privacy non ha mai fatto pervenire nessuna osservazione in merito”. Gobbi precisa che: "Voglio aggiungere che non è certo prassi della nostra polizia piombare in camera di una persona alle due di notte per una multa non pagata. Se bisogna fermare qualcuno valutiamo bene la cosa e, se è possibile, si interviene il mattino presto". Dunque una prassi che serve a garantire sicurezza. “Non dimentichiamo che spesso nei nostri camping e nei nostri alberghi soggiornano personaggi che compiono reati nel territorio" conclude Gobbi.MM

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