
Contagi e ospedalizzati aumentano. Ad oggi i dati segnano 101 pazienti di cui 13 in terapia intensiva. “Si tratta di una crescita costante”, ha spiegato ai microfoni di Ticinonews Mattia Lepori, vice capo dell’area medica dell’Eoc, per niente convinto del fatto che la situazione “sia sotto controllo”, come dichiarato venerdì scorso dal Consiglio federale. Secondo il medico infatti, a livello ospedaliero “ci dobbiamo aspettare settimane difficili e impegnative, sarà un periodo difficile”, tanto che, per le festività “gli assembramenti a livello famigliare dovrebbero essere limitati”.
Chi oggi è all’ospedale?
“Nei reparti di degenza ci sono i pazienti over80, per quanto riguarda i pazienti di terapia intensiva sono più giovani con un età tra i 40 e i 65 anni e di questi il 90% non è vaccinato”.
La politica è chiamata a decidere anche sulla base dei consigli degli esperti, in questo senso quanto prospettato dal Governo le piace?
“No, ci sono due problemi importanti. Il primo è legato alla lettura che il Consiglio federale sta dando alla situazione, il nostro tasso di incidenza è il peggiore rispetto ai Paesi vicini. È il doppio di Francia, Austria e Germania e quattro volte quello dell’Italia. Inoltre, manca la pianificazione, a differenza di quello che fa l’Italia con le regioni a zone. Da noi questo manca completamente, non sappiamo sulla base di quali criteri uno scenario potrebbe essere attuato dal Governo rispetto all’altro e questo lascia tutti destabilizzati”.
Un altro scenario prospettato dal Consiglio federale è quello di un lockdown. Cosa ne pensa?
“Anche per questo siamo in ritardo, le misure attualmente in vigore sono in insufficienti e anche il passaggio al 2G risulterebbe insufficiente se vogliamo invertire questa tendenza. In Svizzera vige un 2G annacquato visto che il certificato vale 12 mesi dopo il vaccino e la guarigione che è un unicum in Europa”.
La situazione l’anno scorso era diverso?
“A quell’epoca con 340 pazienti ricoverati gli ospedali garantivano unicamente le urgenze e attualmente gli ospedali riescono a mantenere una situazione più o meno normale ma comunque verrà potenziato il sistema per i pazienti Covid”.
Nel breve periodo quindi si potenzieranno i letti?
“Sicuramente perché la crescita è costante, bisognerà dedicare dei posti letto per i pazienti affetti da Covid. Il Governo si riunirà e verranno date nuove disposizioni, qualche sacrificio andrà fatto”.
Quali sono le condizioni di lavoro di chi lavora al fronte?
“Si percepisce una certa fatica e apprensione per le settimane a venire. Cercheremo di garantire come lo abbiamo sempre fatto un periodo di riposo per tutti ma è chiaro che c’è stanchezza e frustrazione”.
Cosa ne pensa dell’obbligo vaccinale?
“Il vaccino è una scelta libera e non vedo motivo ad avere un atteggiamento diverso tra i pazienti vaccinati o non vaccinati. Andrà sicuramente affrontato il discorso dell’obbligo anche se la messa in pratica risulterebbe difficoltosa e generebbe dei conflitti sociali dannosi”.
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