
“Siamo preoccupati da eventuali concessioni all’Unione europea sul fronte delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone”. Questo, in sostanza, il messaggio inoltrato via lettera dal Governo ticinese al Consiglio federale dopo le notizia trapelate negli scorsi giorni.
Come riferito da La Regione, nella sua missiva il Consiglio di Stato ha sottolineato l’importanza di tali misure, ritenute “elementi imprescindibili (…) poiché contribuiscono a gestire gli effetti negativi della libera circolazione dei lavoratori, che tocca in maniera particolare il nostro cantone”.
Le misure a rischio sono la cauzione prevista da contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale e gli 8 giorni di carenza prima di iniziare a lavorare dopo la notifica dell’impiego. Un loro smantellamento sarebbe “problematico”.
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