Cerca e trova immobili
Ticino
Misure che piacciono a metà
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Se tutti salutano positivamente l’aumento degli aiuti per i casi di rigore, non è piaciuta a Raffaele De Rosa l’introduzione della quarantena ridotta per chi ha un test negativo. Gobbi, invece, insiste sulle frontiere

È un governo felice a metà quello ticinese dopo le nuove decisioni del Consiglio federale. Piace a tutti la decisione di aumentare il fondo per i casi di rigore. Piacciono meno le altre decisioni. In particolare la riduzione della quarantena per chi è negativo dopo sette giorni e la scelta di non introdurre controlli al confine per i lavoratori frontalieri.

“Non è il momento”

Il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa, intervistato da Teleticino, ha spiegato di non gradire particolarmente la riduzione, in caso di test negativo, della quarantena. “Abbiamo all’incirca 180 persone ricoverate ancora nei reparti Covid, penso che non sia questo il momento di allentare le misure. Un fattore di preoccupazione è lo sviluppo delle nuove varianti del coronavirus, che sono molto più contagiose, e in questa fase di incertezza penso che andare ad allentare questo genere di misure per chi rientra dai Paesi a rischio non sia adeguato”. Il responsabile della sanità ticinese ha poi spiegato, parlando di test rapidi anche sugli asintomatici, di sposare la decisione, ma che in Ticino si preferirebbe proseguire con il sistema attuale, quindi quello del test Pcr, “perché ritenuto più affidabile”.

“Risposte parziali o non risposte”

Norman Gobbi invece, come detto, non ha visto soddisfatta la sua richiesta: i controlli alle frontiere non riguarderanno chi proviene da Piemonte e Lombardia. “È importante riconoscere che la mobilità transfrontaliera contribuisce alla diffusione del virus e delle sue mutazioni. Ieri in provincia di Varese è stata riscontrata la variante brasiliana, cosa che evidentemente ci preoccupa. Quindi segnaleremo ancora all’autorità federale questa necessità di vigilare sulla mobilità transfrontaliera”, ha dichiarato. Il presidente del Consiglio di Stato, però, non ha perso le speranze. Nel corso di una telefonata con Berna, ha detto, ha colto “la disponibilità in futuro a entrare in materia su quest’aspetto”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata