
L’aria più inquinata d’Europa si trova in Lombardia. Lo ha rilevato un recente report, denominato Mal’aria di città, pubblicato giorni fa da Legambiente. A causa di questa situazione venerdì 17 febbraio sono scattate misure antismog in alcune città lombarde e rispettive province - tra cui Milano, Monza, Lodi, Mantova e Cremona - per il superamento del limite giornaliero del livello di Pm10 di 50 µg/m³ per più giorni. Vista la vicinanza geografica abbiamo cercato di capire se e in che modo questo possa influire sulla qualità dell’aria in Ticino.
Valori non allarmanti
La situazione è sotto controllo, ci rassicura Michele Fasciana, capoufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili. “Siamo a due passi dalla Lombardia e in determinate situazioni potremmo subirne le conseguenze, ma non è questo il caso”, spiega a Ticinonews. “Il Cantone continua a monitorare la situazione e durante questa stagione invernale abbiamo registrato ottimi valori, se non addirittura forse i migliori (non ci sono ancora i dati definitivi, ndr.). Abbiamo un limite giornaliero di 50 microgrammi di polvere. A Chiasso siamo a 54, a Mendrisio 50. Siamo ben lontani dalla soglia d’informazione, nonostante siamo nel periodo più critico dell'anno”. Una fotografia dunque positiva anche per il Mendrisiotto, distretto influenzato sicuramente da ciò che avviene oltre confine, ma non solo. “Il Mendrisiotto è la regione più toccata, ma è legata alla conformazione del territorio, dell'utilizzo del traffico e dell’industria. Entra poi in gioco anche il parco immobiliare”.
Niente misure di urgenza
Nonostante le poche precipitazioni e il clima secco, la situazione non è dunque allarmante. La ragione risiede nell’assenza dell’inversione termica, quel fenomeno per cui viene a crearsi una stratificazione dell’aria che ne impedisce il rimescolamento. Al momento, dunque, non sono previste misure d’urgenza. “Quando i valori superano in modo decisivo i valori limite vengono introdotte misure d'urgenza, come la limitazione di velocità dei veicoli, il divieto di accendere fuochi all'aperto e l’abbassamento delle temperature. Non siamo a questi livelli e non prevediamo di arrivarci neanche nei prossimi giorni”, conclude Fasciana.

