
La notizia del giorno riguarda Credit Suisse che oggi, come atteso, ha annunciato il proprio piano per una ristrutturazione radicale, a fronte di nuove perdite che nel terzo trimestre dell’anno hanno superato i 4 miliardi di franchi. Da qui una serie di decisioni, tra cui il taglio di numerosi impieghi: 2’700 subito, 9’000 entro il 2025, su un totale attuale di 52’000 dipendenti. I tagli sono solo una delle misure annunciate da CS per cercare di risollevare una situazione critica. Altre concernono l’aumento di capitale e il ridimensionamento dell’investment banking.
“Una situazione difficile”
Ma le misure adottate dalla seconda banca svizzera saranno sufficienti per uscire dalla difficile condizione in cui si trova? Ticinonews lo ha chiesto all’editorialista del Corriere del Ticino Lino Terlizzi. “La situazione sicuramente è complicata e difficile”, ha detto Terlizzi. “Forse in passato è stato dato troppo peso all’investment banking”. In merito all’efficacia delle misure “bisognerà vedere in futuro. La reazione della borsa questa mattina è stata indicativa: il netto ribasso è indice del fatto che ci sono dubbi che i correttivi possano bastare”.
Sguardo sul Ticino
Per quanto concerne l’impatto sulla piazza finanziaria ticinese “spetterà a CS quantificare. In generale, se sarà l’investment banking ad essere sotto i riflettori per il taglio degli organici, possiamo dire che questo non ha una forte presenza sulla piazza ticinese”.

