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Ticino
Mister Prezzi: “Leggere dei problemi della gente mi rende triste”
Redazione
3 anni fa
Intervista al sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans, che traccia un bilancio dell’anno appena trascorso in relazione alle lamentele inoltrate dai cittadini. Sempre più persone raccontano infatti delle loro difficoltà nei loro esposti al sorvegliante dei prezzi.

Si è svolta oggi a Berna la consueta conferenza stampa annuale di Mister Prezzi, durante la quale ha tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso. Nel 2023 Stefan Meierhans si è dovuto occupare di ben 2’775 reclami della cittadinanza per tariffe o prezzi. Nella nostra intervista chiarisce in quali settori è importante agire.

L’anno scorso ha ricevuto quasi 3mila lamentele. Per cosa protesta la gente?

"In testa ci sono soprattutto i prezzi dell'energia, della benzina, ma anche dell'elettricità. I costi della salute sono al secondo posto. Questo non ci stupisce visto l'aumento dei premi di casse malati, con il Ticino che ha registrato l’incremento più importante (+10%). Questo fa reagire la gente”.

In queste lamentele cosa percepisce? Delusione, difficoltà, rabbia?

"Non solo rabbia, ma anche un segnale di paura. La gente ha paura di non riuscire più a pagare le fatture. C'è timore per la famiglia e di come fare per arrivare alla fine del mese. Paure che osservo anche nei testi delle lamentele dei cittadini. Ogni tanto mi rende triste leggere di tutti questi problemi della gente”.

L’inflazione ha rallentato, ma aumentano le lamentele. Il paniere dell’indice è poco rappresentativo?

“L'indice ufficiale, che è calcolato in maniera corretta, non riflette veramente la situazione della gente. Se pensiamo a una famiglia con un reddito normale, l'aumento per esempio dei trasporti pubblici incide parecchio quando tutti i figli prendono il treno per andare al lavoro o all'Università. Anche l'aumento nell'ambito della salute va direttamente nel portamonete della gente. Ma i premi di cassa malati non sono considerati nell'indice ufficiale”.

Lei si è rivolto in particolare a pubblico e parapubblico per chiedere responsabilità. Come mai?

“Trovo che lo Stato abbia una responsabilità ancora più grande in tempi di inflazione, ossia non aumentare la pressione sulla gente. Trovo che soprattutto le ditte che sono vicine allo Stato devono essere meno veloci nell'aumento dei prezzi e utilizzare delle riserve per andare avanti in maniera meno aggressiva”.