
La gente lo conosce, lo critica e lo invidia per il suo stipendio ma soprattutto per il bonus che ha percepito l’anno scorso: 70 milioni di franchi. Brady Dougan, 51 anni, cittadino americano, big boss del Credit Suisse si trovava oggi a Lugano dove ha incontrato i rappresentanti della stampa. Nella sua relazione Dougan ha analizzato dapprima la situazione economica mondiale affermando che la tendenza alla ripresa si sta confermando e che continuerà. Ha poi passato in rassegna i vari settori della banca che dirige sottolineando i risultati, positivi, che l’istituto sta ottenendo. Un istituto che ha superato senza troppi danni la crisi dei subprime. “Il fatto di aver superato praticamente indenni la crisi dei sub prime è dovuto principalmente al nostro business model. Siamo riusciti ad ottenere dei buoni risultati in quel periodo grazie ad una fruttuosa attività di private banking. Molto credo però sia dovuto alla nostra strategia di investimenti, di business a basso rischio. La combinazione di questi fattori ci hanno quindi permesso di attraversare senza particolari danni quel periodo critico e di affrontare il 2009 in una situazione ideali che ci ha permesso di essere tra le migliori banche al mondo”. In futuro il sistema bancario potrà nuovamente incorrere in una crisi così profonda? Il sistema bancario ci racconta Dougan ora è più solido. “Il mercato presenta continuamente delle nuove sfide, credo però che la crisi dei subprime abbia messo in guardia molte banche e il rischio di un altro crollo del genere si è ridotto. Le banche sono capitalizzate sempre meglio, noi abbiamo un elevate livello di capitalizzazione e siamo ancora più solidi. Inoltre oggi il sistema finanziario è in una posizione decisamente migliore.” Ovviamente gli abbiamo chiesto una risposta a chi, e sono molti, critica il sistema di remunerazione dei bonus milionari. “Il sistema dei bonus a lungo termine rappresenta sicuramente una sfida all’interno del sistema bancario. Noi del Credit Suisse abbiamo cercato di creare un sistema responsabile e di trovare un equilibrio. È stato un investimento partito 5 anni fa. Poteva dare risultati positivi ma anche negativi. Il programma di remunerazione tuttavia dipende dalle performance della banca. Nel 2008, ad esempio, siamo stati confrontati con delle esperienze negative e molte persone non hanno percepito alcun bonus.” red
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