
Vacanze educative per giovani problematici all'Isola d'Elba. Le organizza lo Stato per favorire gli aspetti riabilitativi, la condizione e il benessere degli ospiti minorenni delle strutture dell'Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale. Una scelta, quella di portare i giovani confrontati con situazioni di disagio sociale a solcare i mari per una settimana, che si era attirata non poche critiche.
"Perché non in Ticino?" si chiedeva, e chiedeva al Governo tramite un'interrogazione, il deputato PLR Giorgio Galusero, secondo cui nel nostro Cantone "vi sono schiere di famiglie che non possono permettersi vacanze del genere."
Inoltre, "quante trasferte di questo genere sono state effettuate negli ultimi 5 anni e quanto sono costate? È proprio necessario continuare ad organizzare queste vacanze all'estero per i giovani problematici?"
Tutti quesiti cui il Governo ha dato seguito negli scorsi giorni. "Sì, queste gite funzionano e continueremo ad organizzarle" è in pratica la risposta. Spiegando come dal 2006 a oggi ne siano state organizzate tra le 4 e le 8 annue, il Consiglio di Stato ricorda che la vacanza, a giudizio degli specialisti,"può favorire il raggiungimento degli obiettivi di reinserimento nella società perché si svolge in condizioni in cui le inevitabili rigidità e tensioni degli ambienti istituzionali risultano attenuate, alleviando, seppur temporaneamente, il peso di collocamenti in strutture protette spesso di lunga durata."
Il costo per lo Stato di queste gite all'estero sarebbe comunque contenuto. 533,25 franchi per utente, si legge nella risposta del Governo, per un totale di 10'000 franchi per l'intero progetto. E alle famiglie dei ragazzi - "a rischio in termini di devianza penale e di abbandono scolastico e professionale e, più in generale, di disagio sociale concreto" - è stato chiesto un contributo.
Sulla scorta del caso Adeline, Galusero chiedeva inoltre se fosse opportuno lasciar partire in barca per il Mediterraneo quattro giovani problematici con un solo operatore. Ma il Governo spiega che "l rischio di affidare diversi giovani problematici ad un solo operatore è di volta in volta valutato, "a dipendenza della tipologia degli ospiti e del tipo di trasferta".
La circostanza che queste vacanze educative abbiano luogo anche all’estero, infine, "è pure condizionata dal fatto che, per aspetti linguistici, in Svizzera le possibilità risulterebbero limitate" spiega ancora il Governo, "Questo anche perché gli istituti che promuovono simili iniziative per questo tipo di utenza nel periodo estivo sono numerosi (istituti per invalidi, case per anziani, ecc.). Ciò premesso, se il costo della trasferta all’estero è contenuto, il Consiglio di Stato ritiene che quanto svolto finora a favore degli utenti dei Servizi OSC possa essere continuato. D’altra parte per principio i costi di soggiorni in Svizzera non sarebbero inferiori."
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