
In Ticino vi sono attualmente 47 minorenni non accompagnati, di cui 41 hanno 15 anni o più. È quanto si evince dalla risposta del Consiglio di Stato alle due interrogazioni, presentate dal Gruppo PS a dicembre 2017 e marzo 2018, “Minorenni non accompagnati: L'affidamento a famiglie ticinesi non potrebbe essere un'opportunità per la società?”.
Il Governo, rispondendo a Gina La Mantia e cofirmatari secondo cui l'accoglienza di rifugiati minorenni non accompagnati in famiglie affidatarie “è quasi inesistente”, ha ricordato che “la definizione del tipo di alloggio e di accompagnamento dei MNA deve essere declinata in funzione dell'età e dei bisogni del minore”. È inoltre importante “tenere in considerazione alcune differenze culturali significative rispetto al concetto e definizione occidentale della famiglia. In alcune regioni, specialmente africane, la famiglia non è vissuta con la nostra visione di "genitori e figli", ma è molto più simile alla vita nel foyer e nei centri, dove trovano protezione e un ambiente allargato, di comunità”. Il ricorso alla famiglia affidataria "non è però escluso a priori. Questa possibile soluzione viene valutata individualmente, dopo un primo periodo di accoglienza nel foyer specializzato e partendo dai bisogni del ragazzo, dalla sua situazione individuale (età, statuto, salute, ecc.) e dalla sua volontà", ha spiegato il Governo.
Il Ticino la quasi totalità dei MNA ha già ottenuto lo statuto di ammissione provvisoria o di rifugiato e presumibilmente vi dimoreranno a lungo termine. È pertanto “fondamentale attivare in modo tempestivo misure specifiche a sostegno di una loro integrazione sociale e formativa. Una loro mancata integrazione comporterebbe infatti la dipendenza dall’aiuto sociale, con costi elevati a medio lungo-termine per il Cantone e i Comuni”.
Sul totale dei 47 MNA in Ticino, 43, di cui solo uno di età inferiore ai 15 anni, sono attualmente accolti nei foyer CRSS (dove vengono seguiti da un’équipe composta da educatori e assistenti sociali, una psicologa, due mediatori culturali, un’infermiera e dei volontari), uno in famiglia affidataria, due accolti in famiglia d'origine (da parenti) e uno collocato in un Centro educativo per minorenni (CEM). Per il loro percorso formativo e scolastico, sin dal 2015 il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) hanno predisposto misure specifiche a supporto dei MNA nei diversi ordini scolastici, dalle scuole medie a quelle professionali. Il costo del collocamento nelle strutture di Croce Rossa sezione del sottoceneri (CRSS) ammonta a circa fr. 2'200.- al mese per ogni minorenne, “in linea con gli altri Cantoni che hanno strutture analoghe”.
Il Cantone ha un contratto di prestazioni biennale con Croce Rossa sezione del sottoceneri per la gestione dei centri di prima accoglienza, di cui fanno parte anche i foyer per minorenni non accompagnati. L’attuale contratto, per il periodo 2017-2018, è stato sottoscritto dal Consiglio di Stato con risoluzione governativa n. 1328 del 28 marzo 2017. I due enti attivi in Ticino per l’accompagnamento sociale dei migranti, Croce rossa sezione del sottoceneri (CRSS) e Soccorso Operaio Svizzero (SOS), non hanno sottoscritto il Contratto collettivo di lavoro per il personale occupato nelle Istituzioni sociali del Cantone Ticino. In entrambi i contratti di prestazioni in vigore con CRSS e SOS nel settore della migrazione, il Consiglio di Stato ha precisato che, a dipendenza delle disposizioni legislative di applicazione che saranno messe in vigore in ottemperanza della mozione del 22 settembre 2014 presentata da Gianni Guidicelli e Lorenzo Jelmini, approvata dal Gran Consiglio l’8 novembre 2016 allo scopo di rendere vincolante l’adesione a un contratto collettivo di lavoro (CCL) per gli enti beneficiari di contratti di prestazione, sarà valutato un eventuale adeguamento del contratto in corso di validità.
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