
Quattro anni di carcere, l'espulsione dalla Svizzera per 8 e 12mila franchi di risarcimento per il torto morale subito dalla vittima. La Corte delle Assise criminali di Mendrisio ha condannato oggi un 29enne kosovaro residente nel Bellinzonese, finito a processo con l'accusa di aver stuprato una minorenne abbordata per strada la scorsa primavera. Come riferio dal Corriere del Ticino, il giudice Mauro Ermano lo ha riconosciuto colpevole del reato di violenza carnale.
I due si erano conosciuti per strada nel Bellinzonese e dopo essere scambiati i numeri, si erano ritrovati quattro giorni dopo a casa dell'uomo dove, in assenza della moglie di lui, è stato consumato un rapporto sessuale. Lui ha sempre negato la violenza, sostenendo che la ragazza era consenziente. Diversa invece la versione fornita dalla giovane, fino allora vergine, che ha riportato una lacerazione importante nelle parti intime.
Secondo la Corte proprio la ferita di tre centimetri riportata dalla vittima e documentata dalla perizia medica dimostra che la penetrazione non era voluta. L'imputato "si è completamente infischiato della vittima" e ha agito in modo brutale solo per appagare il suo desiderio sessuale" ha sentenziato il giudice.
Il procuratore pubblico Moreno Capella, ricordiamo, aveva chiesto una pena di 3 anni e 6 mesi di carcere e l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni, mentre la difesa, patrocinata dall'avvocato Stefano Pizzola, si era battuta per il proscioglimento dell'imputato, in considerazione dell’ipotesi secondo cui la ragazza "ha lasciato che tutto accadesse".
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