
Il Dipartimento delle istituzioni sta costituendo un servizio apposito per gestire i casi di aggressione fisica o verbale nei confronti dei funzionari pubblici. Si chiamerà Servizio Gestione Cantone Persone Minacciose e Pericolose (GCPMP) e opererà in seno alla Polizia cantonale, sulla scorta del modello già in uso in alcuni Cantoni germanofoni, in particolare Zurigo e Soletta.
A darne notizia è il Consiglio di Stato nella sua risposta a un'interrogazione del leghista Boris Bignasca.
L'atto parlamentare di Bignasca verteva su un caso emerso sui media a fine settembre riguardante una donna straniera che era stata condannata per aveva minacciato di morte una funzionaria cantonale (vedi articoli suggeriti). Il leghista voleva sapere come mai non si fosse proceduto ad espellere la donna e poneva tutta una serie di altre domande sulla sua situazione personale. Chiedeva inoltre di indicare quanti casi di aggressioni o minacce contro funzionari pubblici si fossero verificati negli ultimi 5 anni, di quale nazionalità erano gli autori e come il Governo intendesse reagire per contrastare il fenomeno.
Ebbene, sul caso concreto il Consiglio di Stato scrive che, pur stigmatizzando il comportamento della donna, non è autorizzato a divulgare le sue informazioni personali, perché ciò lederebbe la sfera privata e personale della persona interessata. Le prime domande di Bignasca restano quindi senza risposta.
A titolo generale il Governo ricorda a Bignasca che l'autorità federale può revocare i titoli di soggiorno conferiti nell'ambito di una procedura di asilo solo in caso di condanne a pene detentive di lunga durata per reati particolarmente reprensibili, ciò che non è il caso della donna in questione. E visto che la donna dispone di un permesso F, un eventuale revoca non competerebbe in ogni caso al Cantone, bensì alla Confederazione. "Cionostante il Dipartimento delle istituzioni procede sistematicamente a segnalare condanne o potenziali abusi all'autorità federale in modo che essa possa prendere in considerazione tali elementi nell'ambito delle proprie valutazioni" precisa il Governo.
Il Consiglio di Stato dichiara poi che, salvo la fattispecie riportata da Bignasca, negli ultimi 5 anni non si sono registrati casi di aggressione e minacce nei confronti di dipendenti pubblici. La situazione è quindi tranquilla, ma come detto in apertura di articolo, si intende tuttavia creare un apposito servizio per gestire questi casi, che attualmente vengono gestiti direttamente dalla Polizia cantonale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

