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“Minacciata l’essenza della libertà di stampa”
“Minacciata l’essenza della libertà di stampa”
“Minacciata l’essenza della libertà di stampa”
Redazione
8 anni fa
Per l’avvocato difensore del Caffè Luca Allidi l’accusa non ha saputo citare alcuna affermazione errata contenuta nell’inchiesta

“Ammettere una restrizione della libertà di stampa oltre i chiari parametri fissati dal diritto superiore (Costituzione e CEDU) significa aprire la porta a limiti giuridici e a un effetto intimidatorio nei confronti dei giornalisti”. L’avvocato difensore Luca Allidi ha contestato punto per punto la tesi del collega Salmina, ricordando in primis che l’Art. 10 della CEDU non ammette restrizioni alla libertà di stampa in particolare su temi di interesse generale.

“Indagare non è solo un diritto ma anche un dovere non solo dell’autorità ma anche della stampa - ha rammentato - Al Caffè non si può rimproverare di aver riportato affermazioni contrarie al vero, come invece sostenuto dalla controparte senza però citare alcun esempio concreto”.

“Non gli si può neppure rimproverare di essere stato ripetitivo o di essere tornato inutilmente sulla vicenda”, modalità questa “comune e usuale (basti pensare ai fiumi di inchiostro scritti sul caso Argo 1)”. Il legale ha inoltre evidenziato come "la clinica avrebbe docuto avvisare la Procura dell'incidente, cosa che è stata fatta dopo diverse settimane". È stato quindi "legittimo sollevare dei dubbi da parte del domenicale". Riferendosi in seguito ai contestati fotomontaggi del domenicale, Allidi ha ricordato che la Corte europea dei diritti dell’uomo "ammette una certa dose di esagerazione purché l'articolo in questione corrisponda al vero”.

L’avvocato ha contestato anche la presunta violazione della Legge federale sulla concorrenza sleale: “L’ordinamento svizzero è un unicum ma la giurisprudenza del TF ammette una violazione solo se l’inchiesta oltrepassa ogni limite, è completamente di parte e soggettiva ed è manifestata mente insostenibile”.

“Al Caffè non viene contestata la verità né le modalità degli articoli - ha ribadito - L’accusatrice privata si basa su questo effetto amalgama (impressione negativa che gli articoli darebbero nel loro insieme) e si limita a riprendere pari pari il decreto d’accusa”.

”Se non tuteliamo questi diritti avremo decretato la fine della libertà di stampa”, ha ammonito Allidi , che ha chiesto l'assoluzione per i suoi assistiti.

La sentenza è attesa per venerdì 4 maggio alle ore 10. 

nic

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