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Ticino
"Minacciata la libertà di stampa e il diritto di cronaca"
"Minacciata la libertà di stampa e il diritto di cronaca"
"Minacciata la libertà di stampa e il diritto di cronaca"
Redazione
10 anni fa
Lanciato un appello pubblico a sostegno dei giornalisti de Il Caffè accusati di diffamazione e concorrenza sleale

"Il procedimento penale contro il settimanale il Caffè promosso dalla clinica Sant'Anna (appartenente al Gruppo Genolier, uno dei maggiori privati nel settore sanitario) impone domande e suscita preoccupazione per l'indispensabile ruolo dell'informazione e, nello specifico, delle inchieste giornalistiche": è questa la motivazione che ha portato oggi alcuni esponenti della politica, ma non solo, ticinese a lanciare un appello pubblico a difesa della libertà di stampa e in difesa dei giornalisti de Il Caffè sotto accusa. Tra i primi firmatari ci sono Matteo Pronzini, Jacques Ducry, Gianni Frizzo, Giuseppe Sergi, Gianfranco Domenighetti, Sergio Rossi, Christian Marazzi, Renato Martinoni e Franco Cavalli.

Ricordiamo che negli scorsi mesi il domenicale ha pubblicato alcuni servizi, derivanti da un'inchiesta giornalistica sul caso di Piercarlo Rey, il medico che amputò per errore entrambi i seni alla donna sbagliata nel luglio del 2014 presso la clinica privata di Sorengo. "Il Caffè - viene sottolineato nel testo - ha cercato di rispondere ad alcuni interrogativi, tutt'ora irrisolti, di primario interesse pubblico: salute e sanità, ospedali, sicurezza e qualità delle cure a fronte di una spesa annua miliardaria in costante crescita".

Al Caffè non viene contestato alcun errore o imprecisione, ma gli si rimprovera un "accanimento giornalistico" e di aver prodotto una "concorrenza sleale" all’attività della Sant'Anna.

"È un fatto unico in Svizzera e probabilmente non è mai successo nella storia recente dei Paesi democratici d’Europa che il direttore, il vicedirettore, il caporedattore e una giornalista di una stessa testata siano messi sotto accusa e processati in relazione ad uno stesso fatto, ad una stessa inchiesta giornalistica", si legge nell'appello pubblico, nel quale i firmatari sostengono che "tutto questo è indicativo della pesante minaccia che grava oggi in Ticino sulla libertà di stampa e sul diritto di cronaca, valori fondamentali garantiti dalla Costituzione".

"Diritto di pensiero, di parola, di informazione sono la base della democrazia. Principi che la Corte europea dei diritti dell’uomo difende anche a tutela del ruolo della stampa, sottolineando il rischio che ogni sanzione penale ne possa condizionare l’attività", viene ancora aggiunto nel testo, nel quale si legge anche che "cercare di zittire la stampa, di far tacere l'informazione altro non è che una prova di forza che priva i cittadini del diritto di chiedere e ottenere risposte alle loro legittime domande".

La difesa della libera informazione - secondo i firmatari - "è oggi indispensabile in una realtà dove la pluralità giornalistica si sta drammaticamente impoverendo".

Le adesioni sono da indirizzare a: [email protected]

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