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Ticino
Minacce, insulti e proiettili: il prezzo di chi fa politica
Redazione
10 mesi fa
Uno studio dell’Università di Zurigo rivela l’altra faccia dell’impegno pubblico: quasi tutti i politici federali, e la maggioranza di quelli cantonali e comunali, hanno subito attacchi o intimidazioni. In Ticino le testimonianze di Fiorenzo Dadò, Natascia Caccia e Amalia Mirante.

A livello comunale quattro politici su dieci hanno subito attacchi, a livello cantonale sette su dieci, a livello federale praticamente tutti: il 98%. L’ultimo studio dell’Università di Zurigo sul tema fa quasi sembrare che il costo della politica sia l’insulto o, purtroppo, peggio.

Di lettere e proiettili

Nel 2016, appena eletto alla guida del PPD, Fiorenzo Dadò ricevette oltre 400 lettere anonime, spedite anche ai familiari: “Contenevano minacce, c’era di tutto e di più", racconta a Ticinonews. "Poi sono finite, forse perché si è arrivati vicini a chi le inviava”. Ma non è finita lì: “Quando ho sollevato il caso dell’incidente al consigliere di Stato, ho ricevuto un proiettile a casa. Le e-mail e gli attacchi sui social li considero incidenti di percorso, ma una lettera con un proiettile cambia tutto”.

Alle donne di più

Lo studio mostra come le donne subiscano più spesso attacchi. Non è difficile trovarne prova in Ticino, anche a livello comunale. Natascia Caccia, ex municipale a Cadenazzo, ha ricevuto lettere anonime: “In una mi si scriveva che una persona aveva pronunciato epiteti nei miei confronti. Poi dopo la sconfitta elettorale mi hanno scritto che qualcuno finalmente era riuscito a farmi fuori. La serenità l’ho persa del tutto”.

Quando si parla di donne, spesso l’attacco è anche più bieco, puntando spesso sull’aspetto e sulla sessualità. Ne sa qualcosa Amalia Mirante, granconsigliera di Avanti con Ticino & Lavoro: “Durante la campagna del 2019 era quasi quotidiano. Alcuni profili pubblicavano meme, soprannomi e caricature. Ho visto discussioni sulla taglia del mio reggiseno. Questo ferisce, e temi che i familiari leggano tutto".