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Mike Pompeo, i disagi e l'eco internazionale
Mike Pompeo, i disagi e l'eco internazionale
Mike Pompeo, i disagi e l'eco internazionale
Redazione
7 anni fa
Il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi: "Abbiamo messo in campo ciò che è stato richiesto"

Un dispositivo straordinario. L’arrivo a Castelgrande col tappeto rosso, la stretta di mano al ministro Cassis, il punto su delicati dossier internazionali. E una domanda: che cosa ha lasciato la visita del segretario di Stato americano Mike Pompeo al Ticino? Sicuramente fiumi e fiumi di parole: alcune dette, molte impresse nell’etere. C'è chi ha subito puntato il dito contro il numero di agenti dispiegato; o la scelta di sbarrare temporaneamente il traffico tra Agno e la capitale. E chi invece si è felicitato per il nome di Bellinzona rimbalzato sulla stampa internazionale, assieme all’eco che la visita di ieri potrebbe riservare ai tre storici manieri.

Una situazione particolare per le stesse forze dell’ordine che, traffico a parte, parlano di bilancio più che positivo: "Il compito attribuito alla polizia cantonale di garantire la sicurezza dell’evento è stato raggiunto" spiega il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ai microfoni di TeleTicino. "Qualcosa di pianificato in poco tempo, con un numero importante di agenti della cantonale, delle comunali, della protezione civile, del 144 e del 118".

Come detto tra le 10 e le 11, e più tardi tra le 14.30 e le 15.30, la rete viaria tra Agno e Bellinzona è stata chiusa. "Questa è stata una richiesta da parte di chi a livello della Confederazione e degli Stati Uniti ha messo dei paletti" sottolinea ancora Cocchi. "Noi abbiamo dovuto mettere in campo ciò che ci è stato richiesto".

Il risultato, complice anche il ponte dell’Ascensione, è stato quello di interminabili code in autostrada e nelle strade adiacenti, da Agno fino a Bellinzona. Uno scenario che la polizia sabato alle 16.50 aveva annunciato così: “In relazione alla visita del Segretario di Stato americano a Bellinzona, sono da prevedere delle temporanee chiusure di tratti stradali, con conseguenti possibili disagi alla circolazione”. Un eufemismo secondo molti utenti che lamentano una comunicazione più incisiva e dettagliata. 

"Vista la confidenzialità del percorso, di determinate direttive e anche che la comunicazione era nelle mani della Confederazione, non abbiamo potuto dare in anticipo delle informazioni che avrebbero potuto disturbare la nostra attività" aggiunge Cocchi. Attività guardata per contro con orgoglio o ironia da parte di altri utenti. Non una prima volta per il Ticino. E forse, quasi certamente, nemmeno l’ultima. "In passato in Ticino sono arrivati anche ex presidenti degli Stati Uniti, siamo abituati a queste situazioni e sicuramente in futuro, come anche indicato dal consigliere federale Ignazio Cassis, qualcuno arriverà ancora".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino

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