
Sono state solo una ventina le risposte all'appello lanciato nel settembre scorso dal Vescovo di Lugano, monsignor Valerio Lazzeri, il qualche chiedeva alla popolazione ticinese di contribuire all'emergenza profughi mettendo a disposizione degli alloggi (vedi articoli suggeriti).
E di queste offerte, solo 4 o 5 hanno potuto concretizzarsi.
Le cifre sono fornite dal Giornale del Popolo, che ha interpellato in merito la responsabile del Servizio richiedenti l'asilo del DSS, Carmela Fiorini.
La funzionaria cantonale afferma che "il fatto che abbiamo potuto accettare un numero limitato di offerte si spiega col fatto che alcune strutture presentavano alcuni ostacoli (necessitavano di una verifica dell'abitabilità, della sicurezza e non disponevano di arredamento). Fattori che, in un momento in cui avevamo grande necessità di trovare velocemente degli spazi, aggravavano il nostro lavoro."
Alcune collaborazioni, come detto, si sono comunque concretizzate. Come quella con la Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo a Gordevio, dove le suore stanno ospitando una famiglia di cinque persone, o quella con la Fondazione Luigi Rossi, che dà alloggio a due coppie di eritrei.
Ed è in ogni caso tuttora possibile farsi avanti. "Per il futuro rimane aperta una possibilità di collaborazione" dichiara Carmela Fiorini.
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