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Migranti in arrivo a Chiasso, "vogliamo dati precisi"
Migranti in arrivo a Chiasso, "vogliamo dati precisi"
Migranti in arrivo a Chiasso, "vogliamo dati precisi"
Redazione
10 anni fa
Marco Romano chiede inoltre al Consiglio federale come sta andando la collaborazione con l'Italia

Dall'inizio di questo mese di giugno è fortemente aumentato il numero di migranti in arrivo alla stazione ferroviaria di Chiasso. E, vista la situazione internazionale, anche nei prossimi mesi è prevedibile una pressione simile se non maggiore.

Una situazione che, secondo il consigliere nazionale Marco Romano (PPD), "impone di approfondire la situazione alfine di poter giudicare le misure appropriate da prendere."

"Nello specifico, anche per poter valutare il lavoro svolto dai Paesi circostanti, risulta importante comprendere alcuni dettagli relativi ai migranti" aggiunge Romano, che presenta quindi un'interrogazione al Consiglio federale per conoscere i dati precisi sugli arrivi dei migranti e le misure pratiche messe in atto per gestire il fenomeno.

In riferimento alle registrazioni effettuate dal Corpo Guardie di confine dal 1° al 15 giugno 2016 presso la stazione internazionale di Chiasso, Romano chiede "quante persone sono arrivate?", "quale cittadinanza (le cinque principali) hanno questi migranti?", "in percentuale quanti migranti disponevano di un documento di identificazione ufficiale e valido?", "quante – in cifre reali e in percentuale al globale – persone hanno chiesto asilo?" e "quante delle persone che hanno chiesto asilo in stazione nel citato periodo sono poi ancora in procedura d'asilo a fine giugno?"

Inoltre, in base ai dati rilevati dal Centro federale di registrazione del Segretariato di Stato per la migrazione a Chiasso, Romano chiede quanti dei migranti (cifra reale e percentuale) giunti a Chiasso nel periodo citato, risultavano già registrati in Italia, segnatamente in un altro Paese dello spazio Schengen.

L'interrogazione si conclude poi con una serie di domande sulla collaborazione con la vicina Penisola. "L’Italia riprende direttamente e sistematicamente le persone non registrate che giungendo in treno a Chiasso provengono senza dubbio dalla Penisola? Se la risposta è negativa, perché no? E’ possibile determinare se le persone provenienti dall’Italia e non registrate sono giunte sulla Penisola da poche settimane o da lungo tempo? Considerato che la quasi totalità degli arrivi avviene in treno, da parte delle autorità italiane di frontiera c'è collaborazione nella tratta ferroviaria di competenza comune fra Como e Lugano? E’ ipotizzabile un controllo sistematico dei treni a Milano o Como, con il sostegno svizzero, alfine di fermare in Italia i migranti non registrati?"

Infine, alla luce della necessità di una crescente collaborazione operativa tra Svizzera e Italia – anche per garantire la credibilità delle autorità elvetiche – Romano chiede "quali azioni diplomatiche può e vuole intraprendere la Confederazione nei confronti dell’Italia per aumentare il grado di collaborazione".

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