
"Le misure volte a sgravare il sistema d’asilo si stanno dimostrando efficaci". È quanto affermato quest'oggi dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), che da sei mesi, presso il centro federale d'Asilo di Zurigo, ha adottato la procedura di 24 ore per le domande d’asilo con scarse probabilità di essere accolte, presentate da persone provenienti da Stati dell’Africa settentrionale. In questo lasso di tempo -è stato spiegato- il numero di richiedenti da questa regione nella struttura è diminuito del 62%. A livello svizzero quelli originari del Maghreb sono calati del 40% circa. Da fine aprile, queste procedure sono applicate in tutte le regioni svizzere, ricorda la Sem, aggiungendo che Confederazione e Cantoni stanno inoltre collaborando ancora più strettamente per intraprendere azioni mirate "contro i pochi criminali plurirecidivi che si muovono su tutto il territorio". Un miglioramento della situazione percepito anche nel Basso Mendrisiotto, come spiegato a Ticinonews da Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso, e da Luca Pagani, sindaco di Balerna.
"Un periodo di calma"
Attualmente "la situazione in centro città è molto tranquilla", afferma Arrigoni, spiegando che tuttavia "bisognerà aspettare ancora qualche settimana per fare una valutazione più completa". Dello stesso parere Pagani. "La situazione è migliorata. Stiamo vivendo un periodo di relativa tranquillità anche perché i numeri sono scesi sotto quella soglia delle 350 unità che avevamo messo come tetto massimo (per le persone ospitate nel Centro federale d'asilo ndr).
La proceduta accelerata
Nella nota stampa, come scritto, la Segreteria di Stato della Migrazione ha parlato di "misure efficaci", in particolare per quanto riguarda la procedura di 24 ore per le domande d'asilo presentate dai richiedenti dell'Africa settentrionale. Una misura giudicata efficace dai due sindaci. "Ha un effetto preventivo e questo ha effettivamente portato a una diminuzione dei numeri", sottolinea Pagani, affermando che "i problemi di ordine pubblico erano causati da queste persone, forse perché già sapevano di non avere nessuna possibilità nell'ottenere asilo in Ticino". Arrigoni aggiunge che "il comportamento di questi personaggi creava molto malumore tra la popolazione e bisogna evitare questo tipo di asilanti che non hanno nulla a che fare con la migrazione vera e propria".
I rapporti con la popolazione locale
Nei prossimi giorni aprirà il nuovo centro di Pasture e l'auspicio dei sindaci è quello di registrare un ulteriore miglioramento della situazione. "Spero che migliori, a condizioni che siano rispettati i quattro punti che abbiamo richiesto alle autorità: il tetto massimo di 350 persone, la creazione di un concetto di sicurezza anche per il territorio, avere delle misure incisive per chi non rispetta le regole e ricucire i rapporti con la popolazione". Proprio quest'ultimo, conclude Pagani, "è un aspetto molto importante". L'esempio lo porta Arrigoni. "Ultimamente c'è molto più coinvolgimento da parte dei comuni per creare delle opportunità di lavoro, come la pulizia dei sentieri o altre attività simili. Inoltre c'è anche un'associazione nata tra i cittadini che si impegna a occupare il tempo libero, soprattutto quello dei giovani, tramite delle attività organizzate nella palestra di via Vela".

