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Ticino
Migranti al confine, la Protezione Civile cerca militi
Migranti al confine, la Protezione Civile cerca militi
Migranti al confine, la Protezione Civile cerca militi
Redazione
10 anni fa
Nel Mendrisiotto l'ente è costretto alla messa in funzione di un dispositivo straordinario. "È urgente"

L'arrivo sempre più massiccio di migranti alle frontiere ticinesi sta richiedendo in queste settimane uno sforzo extra da parte di Guardie di confine e Polizia, ma anche da parte della Protezione Civile.

Da alcune settimane infatti è il Consorzio regionale del Mendrisiotto a essere sollecitato per alloggiare, per alcune ore, le persone che restano in attesa della procedura di riammissione in Italia dopo il fermo delle Guardie di Confine. La locale sezione di Protezione Civile ha quindi aperto tre dei suoi impianti, a Chiasso, Coldrerio e Vacallo, in modo da riuscire a far fronte al continuo afflusso.

Per il momento il lavoro è stato condotto dal personale professionista della Regione Mendrisiotto, ma si è alla ricerca, da subito, di militi per la gestione quotidiana delle strutture. Proprio ieri è stata quindi inviata ad alcuni militi del distretto una comunicazione per spiegare la situazione, invitandoli a mettersi a disposizione volontariamente. Altrimenti, in caso di necessità, verranno convocati altri militi con l'obbligo d'entrata in servizio "trattandosi di un intervento urgente".

Non si tratta sicuramente del primo intervento d'urgenza della Protezione Civile in Ticino: "Il Cantone rispettivamente le Regioni (come nel caso specifico) possono chiamare in servizio dei militi a seconda delle proprie necessità - ci spiegano dal Dipartimento delle istituzioni - e questo anche per far fronte a delle situazioni d’urgenza sul proprio territorio (p.es. intervento a Bombinasco, distribuzione acqua in autostrada, esondazione lago Maggiore, interventi del Care Team Ticino,…)."

Una prima però, per quanto riguarda l'emergenza migranti al confine. La richiesta di forze extra arriva dalla stessa Regione di PCi del Mendrisiotto, "per far fronte alle necessità di un dispositivo straordinario preparato della Polizia Cantonale, nel quale si prevede la gestione delle persone in attesa di riammissione semplificata all’interno di strutture protette sino alla riapertura degli uffici italiani predisposti.""Attualmente viene chiamato in servizio un numero esiguo di militi (alcune unità) condotte principalmente da personale professionista della Regione di PCi coinvolta", spiegano dagli uffici di Bellinzona, dove chiediamo anche se è possibile fare delle previsioni per le prossime settimane e se quindi saranno necessari più militi: "A partire da luglio vi è un flusso costante di persone che passano la notte presso le strutture predisposte. Non vi è nessun indizio che permetta di valutare un acutizzarsi o una riduzione di tendenza. Teniamo a sottolineare come attualmente ci troviamo in una situazione di gestione ordinaria dell’afflusso di migranti e non di una situazione di emergenza."

OC

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