
Sì, la presenza di microplastiche nei laghi è problematica, ma non verrà risolta tanto in fretta. Poiché "al momento il Consiglio di Stato, allinenandosi alle priorità d’azione dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), giudica prioritario l’intervento su altri fronti, come la lotta all’inquinamento da tracce di sostanze organiche attive biologicamente, in particolare i pesticidi o i residui di farmaci". La risposta governativa all’interrogazione del democentrista Tiziano Galeazzi conferma la necessità di combattere un fenomeno difficilmente visibile a occhio nudo, ma in continua crescita.
I dati, come rileva il Caffè, sono inequivocabili. I prelievi dei ricercatori del Politecnico di Losanna (Epfl) hanno evidenziato nel Lago Maggiore la più alta percentuale di tutta la Svizzera sia per quanto riguarda le microplastiche (le particelle di diametro o lunghezza inferiore a 5 millimetri) sia di plastiche tout court. Delle prime sono stati trovati 69mila milligrammi per chilometro quadrato, delle seconde addirittura 170mila milligrammi. La media nazionale è di 26mila per le microplastiche, di 44mila milligrammi per le plastiche.
Lo studio, realizzato nel 2014 ma ancora attuale, precisa che "le elevate concentrazioni rilevate nel Verbano sono in parte imputabili alle forti precipitazioni che hanno preceduto i campionamenti, tanto più che questi sono stati effettuati essenzialmente nelle zone di affluenza dei fiumi Ticino e Maggia". Fatto sta che le concentrazioni sono preoccupanti.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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