
Rifiuti plastici dispersi nella naturaIl Dipartimento del territorio (DT) comunica che lo scorso 1. giugno, in occasione dell’evento di sensibilizzazione sul tema delle microplastiche, con pulizia di fondali e rive del Verbano presso Magadino, la Sezione per la protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo ha provveduto a raccogliere e ad analizzare 100 oggetti in plastica recuperati dall’ambiente.
A tale proposito, nelle scorse settimane è stato eseguito uno studio mirato a verificare, limitatamente ad alcuni elementi d’interesse, l’effettiva presenza di additivi chimici problematici: in alcuni degli oggetti ne è stata effettivamente riscontrata la presenza. Tuttavia, fortunatamente, la frequenza di ritrovamento appare inferiore rispetto a quanto rilevato da studi analoghi condotti nel Lemano.
Si rammenta che il rischio ambientale delle microplastiche, benché giudicato basso dalle competenti autorità federali, è tutt’ora oggetto di approfondimenti. Le variabili in gioco spaziano, per esempio, dall’enorme varietà di possibili forme e dimensioni alla composizione chimica dei materiali plastici. In considerazione del fatto che, con il tempo, una parte rilevante di micro- e nanoplastiche si possono formare da oggetti di maggiori dimensioni dispersi nell’ambiente, la caratterizzazione dei rifiuti abbandonati - per via della potenziale presenza di componenti pericolose - riveste particolare interesse.
Il rapporto, intitolato “Rifiuti plastici dispersi nella natura”, è disponibile on line alla pagina www.ti.ch/microplastiche.
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