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Ticino
"Mi promettono un salario, ma mi pagano molto di meno"
"Mi promettono un salario, ma mi pagano molto di meno"
"Mi promettono un salario, ma mi pagano molto di meno"
Redazione
9 anni fa
L'ex dipendente di una società di pulizie accusa il datore di lavoro, che replica: "Usiamo il contratto collettivo"

Un lettore ha contattato la redazione di Ticinonews per segnalare quello che per lui è un abuso sul lavoro. L'uomo, titolare di un permesso B, era in disoccupazione da tempo e finalmente era riuscito a trovare un impiego presso una ditta di pulizie del Luganese: "Ci siamo accordati su uno stipendio di base sui 3000 fr. più straordinario. Siccome vivo in Svizzera, con meno soldi non sarei riuscito ad affrontare le spese".

Al momento di firmare il contratto le cose però sarebbero cambiate: "Dopo una settimana di solleciti sulla consegna del mio contratto ho avuto visione di questo ed era totalmente diverso, cioè contratto a ore con una paga lorda di 16.30 fr., compreso di tutto". Secondo il giovane una fregatura, dato che per raggiungere i 3'000 fr. avrebbe dovuto lavorare più ore rispetto a quelle pattuite.

Inoltre, si lamenta per il fatto che gli era stato promesso un acconto di 1'000 franchi, che avrebbe utilizzato per acquistare una macchina per poter "incrementare le ore di lavoro e riuscire ad arrivare ad uno stipendio dignitoso. All'inizio la mia richiesta e stata accettata, poi si presenta il giorno che mi devono consegnare l'anticipo che ricevo una chiamata con un tono molto arrabbiato da un responsabile che mi diceva che mi avrebbero offerto soltano un anticipo da 500 franchi, perché non sono costretti a dare quanto richiesto".

Da lì nasce un alterco verbale, dove sarebbe stato offeso. Dopo il litigio per la richiesta di anticipo, i due non si sentono più fino a qualche giorno fa, quando viene comunicato al ragazzo il licenziamento: "ora non so cosa fare, avevo trovato lavoro dopo tanto tempo, mi sono impegnato al massimo e vengo preso in giro così? Ho 27 anni e sono messo cosi male. Io voglio solo lavorare, non possono fare queste cose queste persone e andare sempre avanti come se niente fosse. Mettono solo in difficoltà la gente onesta!"

"Volevo solo essere sicuro - conclude il giovane - che queste cose si sappiano in giro perche siamo in Svizzera e certi casi non devono esistere. Ora io mi trovo in una situazione senza lavoro, senza auto e senza casa perché stavo prendendo tutto sulla base di questo lavoro, l'assistenza non la voglio neanche considerare perche non so neanche se mi spetta e non voglio aproffitarmene di nessuno. Avevo un sogno futuro per una famiglia, siccome sono fidanzato da anni con una ticinese. Ora non so a chi rivolgermi".

Abbiamo allora contattato il titolare della ditta per avere spiegazioni sul caso: "Le proteste del mio ex dipendente sono assolutamente ingiustificate. Tutti i miei collaboratori vengono pagati secondo il contratto collettivo. Non ci sono sorprese o variazioni. La paritetica è venuta più volte a controllare e non ci sono mai stati problemi, anzi ho sottoscritto una loro richiesta di non collaborare con chi non adempie al contratto collettivo. Abbiamo terminato il rapporto di lavoro con il ragazzo perché non era affidabile, tanto che non si era presentato a lavoro avvisando solo all'ultimo momento, e peraltro ci aveva minacciato. Per sfortuna sua qui non siamo all'estero ma in Svizzera, le regole le rispettiamo e noi, che abbiamo il delicato lavoro di entrare nelle case di altre persone, abbiamo tutta l'intenzione di essere particolarmente esigenti in questo".

MS

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