
Vi ricordate lo sfogo di Laura, l'infermiera ticinese pluridiplomata che, malgrado la massima disponibilità a sacrifici, non riesce a trovare lavoro in quanto si troverebbe tutte le porte sbarrate dalla concorrenza dei più economici e malleabili frontalieri? Alla 34enne avevamo dato ampio spazio sul nostro portale, il 3 ottobre scorso. La sua testimonianza ha suscitato moltissime reazioni. Persone che le esprimevano solidarietà, persone che ci hanno raccontato casi simili, nello stesso settore ma anche in altri, e persone che hanno voluto fare un gesto concreto: offrirle un impiego. La prima offerta è giunta dalla casa anziani di Mezzovico, il cui direttore ci ha contattati poche ore dopo la pubblicazione dell'articolo per chiedere un colloquio con Laura. "Nel limite del possibile diamo sempre la precedenza alla manodopera locale" ci ha spiegato il direttore. Detto fatto, Laura e il direttore hanno organizzato un appuntamento. L'incontro, secondo quanto ci racconta oggi l'infermiera, ha avuto un preambolo molto caloroso. Ma, passando ai fatti, la calda accoglienza si è subito raffreddata. "Mi ha detto che non hanno bisogno di personale infermieristico, anzi, che sono in sovrannumero" racconta Laura. "Ha però sostenuto di avere diverse conoscenze sul territorio e che queste potrebbero rivelarsi utili. Nel frattempo mi ha proposto di lavorare ad ore sostituendo le infermiere malate, visto che è in arrivo la stagione di influenze. In pratica ciò che mi ha offerto è... precariato!" Una seconda proposta è giunta da un'altra casa anziani del Locarnese. "Sì, ma mi hanno ipotizzato un impiego a metà tempo, come ausiliaria" precisa Laura. "Senza alcuna retribuzione per il chilometraggio ed il tempo di trasferta, malgrado io sia residente nel Sottoceneri." Laura ha deciso di declinare le due offerte, forte del consenso del suo collocatore, cui ha illustrato le proposte. "Va bene lavorare, ma in questi casi dove starebbe il vantaggio finanziario?" si chiede. Avremmo voluto raccontarvi il lieto fine della vicenda. E dopo le segnalazioni fioccate in redazione eravamo convinti di poterlo fare presto. Purtroppo, per Laura e per le speranze di molti nostri lettori, occorrerà attendere ancora un po'. Per ora di lieto c'è comunque la conferma che non tutti i datori di lavoro si limitano a guardare i libri contabili. Anche se magari non nella forma auspicata da Laura, ma in Ticino la solidarietà umana c'è ancora. Coltiviamola.
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