
La signora M. (nome di fantasia) è amareggiata. La scorsa settimana ha ricevuto una lettera, in cui la città di Lugano la informava che non avrebbe più potuto partecipare all'edizione di quest'anno del mercatino pasquale, che partirà il prossimo 30 marzo. Un brutto colpo visto che da 15 anni espone la sua merce sulle bancarelle.
"Avevo preparato tutto il materiale e venti giorni prima dell'evento si permettono di lasciarti a casa. Tempo e soldi spesi inutilmente" racconta la signora, che non si capacita di questa scelta, dopo anni passati a fidelizzare la clientela. Il motivo sarebbe legato alla sovrapposizione di prodotti: "C'è troppa bigiotteria, mi hanno liquidata così" spiega la signora M. "E ora sono tra quelle che rimangono a casa. È la solita guerra tra poveri. Ci si scanna per poter emergere" commenta, rassegnata.
Ticinonews ha contattato il capo dicastero Cultura, Sport ed Eventi Roberto Badaracco per avere delucidazioni sul caso: "Abbiamo ricevuto tantissime richieste per Pasqua e abbiamo avuto problemi con l'ubicazione delle bancarelle, per cui abbiamo dovuto per forza ridurre il numero e fare delle scelte".
Ma questo non è l'unico motivo, sottolinea il municipale: "In passato ci è stato rinfacciato che la merce non sempre era di qualità e che non si diversificavano abbastanza i prodotti, troppo spesso ripetitivi. Il settore della bigiotteria, per esempio, è inflazionato. Per questo con la Divisione eventi di Lugano abbiamo fatto delle valutazioni e deciso una nuova strategia, scegliendo in base alla conoscenza dei mercatari, della tipologia dei prodotti e su come sono distribuiti sul territorio".
"Voglio precisare che non si tratta di un diktat dall'alto e non abbiamo la presunzione di giudicare i prodotti" aggiunge Badaracco. "Il nostro obbiettivo è di avere un mercato di qualità, con prodotti diversi, speciali e artigianali che portano valore aggiunto. Chiaro che chi rimane escluso ci rimane male".
Il caso della singora M., precisa Badaracco, non è l'unico giunto al suo Dicastero: "C'è un'altra signora che è stata esclusa e che ci ha scritto, contestando la decisione. Terremo in considerazioni le sue motivazioni, così come di altri 'mercatari' che si oppongono, cercando di andare incontro alle loro esigenze e trovare soluzioni condivise. La nostra porta quindi è aperta".
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