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“Mi ha lasciato la madre in camera e 6'000 franchi di scoperto”
“Mi ha lasciato la madre in camera e 6'000 franchi di scoperto”
“Mi ha lasciato la madre in camera e 6'000 franchi di scoperto”
Redazione
7 anni fa
Brutta disavventura per un albergatore ticinese, che si è ritrovato con un pugno di... rubli. Pianezzi: "Bisogna tutelarsi. Un sistema ci sarebbe, ma..."

“Mi sono ritrovato con uno scoperto di 6'000 franchi e un’anziana signora lasciata in camera d’albergo”. A raccontare questa storia, per certi versi quasi surreale, è il gerente di un hotel-garni di Melide e vittima di una presunta frode dello scotto dai contorni decisamente inusuali.

Tutto ha inizio lo scorso mese di aprile quando alla reception si presenta un cliente sulla quarantina, accompagnato dalla madre, un'anziana signora disabile sull'ottantina, e da un'altra persona. L'uomo afferma di essere un imprenditore milanese con alcuni affari da sbrigare in Ticino. I tre prendono in affitto altrettante camere, tra cui una con balcone e vista lago a 170 franchi a notte. Durante il primo mese di soggiorno non ci sono problemi. “Mi ha regolarmente pagato”, spiega il nostro interlocutore. “Durante il giorno girava spesso in reception, era quasi sempre al telefono e lo sentivo parlare di affari milionari, di compravendita di metalli preziosi e immobili”.

A maggio il cliente chiede di poter pagare tramite ebanking e non più in contanti. "Io accetto ma da quel momento non vedo più un centesimo - prosegue il gerente - Lo sollecito e mi dice che ci sono problemi con l’antitrust britannico, ma che mi avrebbe pagato”. Insomma, il denaro sarebbe bloccato Oltremanica.

Passano i giorni e il versamento proprio non arriva. Anzi, a fine mese l'uomo d'affari (o sedicente tale) torna a Milano lasciando in albergo l'anziana madre, che appare ignara di tutto. A quel punto il nostro interlocutore decide di rivolgersi alla Polizia. Gli agenti, ci racconta, tentano senza successo di convincerlo a saldare il dovuto e decidono di accompagnare la donna in un’altra struttura. L'albergatore, mosso a pietà, le acquista un biglietto per Milano per farla tornare a casa. "Contatto il figlio e gli dico che sua madre sarebbe arrivata in stazione centrale il giorno successivo. Lo invito a risparmiarle un'altra umiliazione".

Dei soldi dei pernottamenti, però, nemmeno l’ombra. Questo nonostante continui messaggi ‘rassicuranti’ come “Sono in riunione, il denaro arriverà domani”.  Il gerente, però, non si fa illusioni. "Il suo ultimo messaggio risale a qualche settimana fa. Diceva che sarebbe passato a saldare il conto ma non credo che lo farà". Al nostro interlocutore non resta che qualche oggetto personale del cliente e dell'anziana donna, tra cui alcune pellicce e 800'000 rubli bielorussi ormai fuori corso e dal valore di poco più di 40 franchi. 

Ad oggi il cliente non si è ancora presentato e non ha ancora saldato lo scoperto. Che, per la cronaca, ammonta a 6'000 franchi. Per questol'albergatore medita di denunciarlo alla Polizia nei prossimi giorni.

Lorenzo Pianezzi (HotellerieSuisse): "Attenzione agli eccessi di fiducia"

In attesa di sapere se il nostro interlocutore riuscirà ad incassare il dovuto, la sua storia ci offre lo spunto per parlare di quei casi in cui il cliente ha effettivamente soggiornato 'a sbafo' in una struttura ticinese. Nel nostro Cantone i casi di frode dello scotto (Art. 149 CP*) non sono fortunatamente prassi comune ma, spiega a Ticinonews il presidente di HotellerieSuisse Ticino Lorenzo Pianezzi, possono accadere a chiunque anche e soprattutto “per un eccesso di fiducia”.

Ma come ci si può difendere da questo tipo di inganno? “Generalmente al momento della prenotazione viene chiesta una carta di credito come garanzia. Viene bloccato un determinato importo e se la carta risulta coperta, è un buon segno”. Ovviamente se il cliente decide di prolungare il soggiorno si fa una nuova richiesta oppure si esige il pagamento in contanti”.

Talvolta, però, un eccesso di fiducia può dimostrarsi controproducente. “Bisogna tutelarsi - avverte Pianezzi - Come HotellerieSuisse divulghiamo le informazioni relative ai clienti che non hanno saldato il dovuto a tutti i nostri associati, affinché possano tutelarsi”. È dunque probabile che anche il nome del 40enne milanese finirà in questa 'black-list'.

Ovviamente agire ‘a monte’ eviterebbe a diversi albergatori di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. “All’estero fin dal momento della riservazione viene dedotta (e non semplicemente bloccata) una somma di denaro dalla carta di credito del cliente, pari a una parte dell‘importo del soggiorno – spiega Pianezzi – Abbiamo provato a introdurre questo sistema anche in Ticino ma quando ne abbiamo parlato con le società che gestiscono i pagamenti con le carte di credito ci è stato risposto che non è possibile”.

*Art. 149 Reati contro il patrimonio - Frode dello scotto

Chiunque si fa ospitare o servire cibi o bibite in un esercizio pubblico alberghiero o di ristorazione o ottiene altre prestazioni e froda l'esercente della somma dovuta è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

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