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Ticino
“Mi auguro che questa lista abbia il successo dell’opera di Munch"
Redazione
16 anni fa
Il luganese liberale Raffaele Tognacca dice la sua sull'intervista rilasciata a Teleticino da Franco Lazzarotto

C'è la ministra uscente Laura Sadis, il capogruppo in Gran Consiglio Christian Vitta, l'ex braccio destro di Marina Masoni al DFE Sergio Morisoli, il deputato Giacomo Garzoli e l'ingegnere luganese Raffaele Tognacca. Che verosimilmente sulla lista del PLRT per il Consiglio di Stato è il meno noto. Lo abbiamo intervistato. Per conoscerlo meglio. E per chiedergli anche di commentare l'intervista bomba rilasciata ieri a Teleticino dall'ex vicepresidente del partito Franco Lazzarotto (vedi qui).E’ difficile raggiungerla in questi giorni… “Sono in ospedale per la nascita del mio quinto figlio”. La cerchiamo da domenica: il Mattino parlava di lei come di un candidato al Consiglio di Stato frontaliere. Che risponde al foglio leghista?“Quella del Mattino è solo una provocazione su un tema politico portato alla ribalta dall’UDC. Preciso, semplicemente, di essere da ormai più di un anno domiciliato in Ticino: prima a Bellinzona e poi a Lugano. E anche professionalmente sono attivo in Ticino. A mo di contro-provocazione simpatica aggiungo che la mia famiglia è patrizia di Bellinzona e le mie origini famigliari risalgono al 600 in quello della Valle di Blenio. Quello del Mattino è uno spunto di riflessione per parlare di questo tema con serenità”. Bene. Allora cogliamo la provocazione. Per dirla come l’UDC: lei è un ratt o no? “Forse sono un ratt ticinese che per un certo tempo è andato in Italia a lavorare. Sono stato all’estero come facevano i nostri maronatt. Io, per un certo tempo, ho esportato quello che ho imparato grazie al nostro sistema scolastico. Ma nell’ambito di progetti internazionali”. Per la ERG della famiglia Garrone, proprietaria della Sampdoria, giusto? “Prima per il gruppo EGL, poi tre anni con il gruppo ERG”. Nell’ambito delle energie rinnovabili, si legge sul suo curriculum vitae diramato giovedì scorso dal PLRT… “Nell’ambito dell’elico e del fotovoltaico” Passiamo al “j'accuse” di Franco Lazzarotto. Era in corsa per essere sulla lista per il Consiglio di Stato del partito liberale radicale. Ma alla fine è rimasto fuori. E ora, della lista, dice che è “da urlo di Munch”. Lei che ne pensa? “Mi auguro che questa lista abbia il successo dell’opera di Munch, che è stato mondiale. Diciamo che lo prendo come un augurio”. Lazzarotto aggiunge, schietto: "Gendotti mi disse che alla fine bisognava puntare su due cavalli di razza e io sono diventato un brocco: perché dovevo correre con gli scarponi militari e Sadis e Vitta con le scarpette da ginnastica?". Lei si sente un “brocco”? “Assolutamente no. E’ una lista con persone preparate e in grado tutte di svolgere il ruolo di Consigliere di Stato. Perché comunque al di là di tutto c’è un discorso di qualità. L’impressione che ho, e che accomuna la nostra lista a quelle di PS e PPD, è che preannunciano grandi cambiamenti, grosse novità e personaggi estremamente interessanti. Un ricambio d’altra parte è importante”. L’ultima pillola dal Lazzarotto-pensiero, stavolta sul PLRT: "La parola leadership va cercata alla lettera w: wanted"… “Da questi primi giorni di campagna elettorale vengono segnali di un rinnovato interesse perché i cambiamenti e le discussioni interne ed esterne dei vari partiti stanno suscitando curiosità e interesse. E dunque vedo queste critiche in modo positivo: perché il problema di fondo, in caso di elezione, è quello di cercare di mobilitare il più possibile l’esercizio della democrazia da parte del popolo”. Lei cosa si sente di dare al PLRT? “Il mio contributo nel rilanciare un’idea di progetto di

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