
La tendenza in atto a Lugano di esternalizzare i servizi, ossia di affidare alcuni compiti a organi esterni controllati dal Comune (ne sono un esempio la fondazione per il LAC o l'ente per la socialità) o ad aziende monitorate indirettamente tramite mandati di prestazione, ha destato più di qualche dubbio all'interno della Commissione delle petizioni.
I commissari, riporta il Corriere del Ticino, hanno accolto parzialmente la mozione interpartica "Per una politica del personale socialmente ed economicamente responsabile", chiedendo al comune di ricorrere a servizi esternalizzati solamente per compiti particolari nell'ambito della gestione pubblica. E se del caso i contratti e le convenzioni devono prevedere condizioni di lavoro analoghe a quelle esistenti per il personale comunale.
La commissione invita inoltre la Città a stipulare contratti collettivi per gli enti o le persone giuridiche di sua proprietà e ad impegnarsi perché ciò avvenga negli enti o nelle aziende in cui è rappresentata (per esempio il Casinò). Questo per evitare situazioni come quella delle pulizie esternalizzate delle AIL: il servizio costava alla città 45 franchi all'ora, mentre i dipendenti della ditta incaricata prendevano meno di 16 franchi.
La pratica delle esternalizzazioni non preoccupa solo i consiglieri comunali. Anche la municipale Christina Zanini Barzaghi, la più scettica della compagine, ha qualche riserva: "Dobbiamo discutere in modo equilibrato vantaggi e svantaggi e decidere che regole darci per evitare gli errori fatti dall'economia privata. Va bene che la Città deve lavorare in modo efficiente e non essere più una 'mamma' che accontenta tutti, però attenzione a non sbandare dalla parte opposta e diventare troppo aziendalisti".
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