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Bosco Gurin
Metrò alpino, “Un’attrazione turistica che mette a rischio la nostra identità”
Redazione
4 anni fa
La Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio ha scritto alla Sezione dello sviluppo territoriale una serie di osservazioni sull’inserimento nel piano direttore cantonale del progetto di realizzazione di una funicolare sotterranea che collega Bosco Gurin e Formazza (I).

Cinque punti per elencare le regioni per cui il Metrò alpino “rappresenta un importante rischio per i valori e le caratteristiche di Bosco Gurin, sia paesaggistiche, sia culturali, sia storiche”. Così la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio ha deciso di scrivere alla Sezione dello sviluppo territoriale per “esprimere le critiche sull’inserimento nel piano direttore cantonale del progetto di realizzazione di una funicolare sotterranea che collega la località valmaggese e Formazza, in Italia”.

“Un’attrazione turistica fine a sé stessa”

Per la Fondazione il progetto “snatura profondamente il paese di Bosco Gurin, facendolo diventare unicamente un’attrazione turistica fine a sé stessa e perdendo la sua identità e specificità. Un villaggio dalle peculiarità storiche, paesaggistiche e culturali uniche verrebbe definitivamente distrutto per lasciare spazio ad un parco dei divertimenti”.

Le criticità individuate

Cinque, come detto, i punti critici emersi: gli aspetti procedurali e metodologici, quelli tecnici e di dimensione dell’opera, quelli gestionali economici, quelli sociali e culturali e infine quelli paesaggistici. Gli scriventi lamentano “uno scarso o inesistente coinvolgimento delle associazioni ambientalistiche e della comunità locale per la realizzazione di un progetto di così forte impatto” e affermano che “legalmente è sbagliato inserire un progetto col grado di consolidamento prima che sia stato valutato dal punto di vista di uno studio sull'impatto ambientale”. Per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici dell’opera, invece, viene scritto che “la sua realizzazione avrebbe ripercussioni paesaggistiche catastrofiche”.