
"Attorno alle tre di questa notte abbiamo registrato il transito di una cella particolarmente violenta che è entrata dalla zona di Ponte Tresa e si è diretta verso Lugano". Guido Della Bruna, meteorologo di MeteoSvizzera, descrive così a Ticinonews il maltempo che nella notte ha colpito in particolare il Sottoceneri. "L'intensità della pioggia è stata particolarmente elevata, nella Città sul Ceresio parliamo di circa 35 litri per metro quadro in poco più di un quarto d'ora. In totale non è tanto, ma sono dei quantitativi caduti in breve tempo che hanno causato allagamenti e piccoli smottamenti. Per quanto riguarda i chicchi di grandine, il loro diametro lo abbiamo stimato tra i 4 e i 5 centimetri", ha aggiunto l'esperto, precisando che le raffiche di vento "a Lugano hanno raggiunto velocità massime di 82 km/h".
"Quest'anno è una situazione particolare"
Negli scorsi giorni, ha continuato Della Bruna, "abbiamo avuto la presenza di un anticiclone di origine nord africana che ha portato a temperature estremamente elevate sul bacino del Mediterraneo, mentre sull'Europa centrale avevamo una massa d'aria di origine marittima nettamente più fresca. Il confine tra questi due fenomeni si trovava praticamente sopra di noi e proprio in corrispondenza di questi forti contrasti termici si sono sviluppati temporali più intensi. Normalmente questo tipo di situazione non è così frequente, possiamo dire che quella di quest'anno è una situazione particolare".
Tornado, "fenomeni che diventeranno più frequenti"
Per Della Bruna "il tornado verificatosi la scorsa settimana a Milano era dovuto alla vicinanza delle due masse d'aria (quella nord africana e quella d'origine marittima) presenti sulle nostre regioni. Il detonatore è stato dato dal transito delle piccole ondulazioni delle corrente in quota che hanno innescato le celle temporalesche". Mentre riferendosi a quando successo ieri a La Chaux-de-Fonds il meteorologo ha spiegato che "quanto successo è ancora oggetto di approfondimenti. Qualcuno parla di tornado, altri di downburst (correnti fredde discendenti molto violente), ma non siamo ancora in grado di stabilire di quale fenomeno si sia trattato". In futuro "questi eventi violenti tenderanno a diventare più frequenti". Il motivo? "Con un riscaldamento dell'atmosfera sempre maggiore sarà disponibile più energia per causare dei fenomeni localmente intensi", ha concluso Della Bruna.

