
“Gli eventi meteorologici di quest’estate non sono stati banali e non potremo più chiamarli centenari. C’è preoccupazione per il fatto che in futuro si succederanno con una frequenza maggiore”. Così il consigliere di Stato Claudio Zali ha aperto la conferenza stampa dedicata al tema dei pericoli naturali, con particolare riferimento ai danni causati dal maltempo durante i mesi di luglio e agosto. Da un lato c’è sollievo che i danni alle persone siano stati contenuti e per la prontezza degli interventi. “Non ci siamo trovati impreparati, il territorio ha dato un buona risposta”. Dall’altro il consigliere di Stato ha riconosciuto che il rischio zero non esiste, ma occorre prepararsi per il futuro. “Il DT non può ancorare alla montagna ogni singolo sasso o albero al terreno. Continueremo a fare il possibile e alzeremo il livello di preparazione”.
I fenomeni saranno più intensi e regolari
La particolarità di quest’anno è la susseguenza degli eventi, ha spiegato il meteorologo Luca Nisi, il quale è andato nel dettaglio di ogni singolo caso che ha interessato il Cantone. Si è trattato perlopiù di linee temporalesche stazionarie, che hanno portato a forti accumuli di pioggia, grandine e violente raffiche di vento. “In due o tre ore nella stessa regione continuava a svilupparsi un temporale”. Gli eventi di quest’estate si differenziano dal passato: allora un singolo evento era molto più estremo (come l’alluvione del 1978), mentre quest’anno ci sono stati una serie di eventi intensi a livello regionale. “Possiamo ritenerci fortunati che questi eventi non hanno toccato sempre la stessa regione. I danni sarebbero stati maggiori”, ha puntualizzato Nisi. Il meteorogolo non si dice tuttavia sorpreso: “Il clima sta cambiando e l’aumento della temperatura porta a più energie a disposizione anche degli eventi meteorologici. Se non ci sono ancora dati sufficienti per identificare un eventuale aumento di frequenza per gli eventi più estremi, il trend per quelli di media-forte intensità è confermato all’aumento. In futuro sarà quindi importante la gestione di questi fenomeni, che saranno più intensi e regolari”.

Picchetto rafforzato durante le allerte, recensiti oltre 100 eventi
Il geologo cantonale Andrea Pedrazzini ha spiegato l’organizzazione per gestire questi eventi e la collaborazione tra i vari eventi coinvolti: “Dal 2014 è stato instaurato un picchetto geologico che è a disposizione per situazioni che necessitano un servizio specialistico. Il servizio viene rafforzato quando ci sono allerte meteo, con l’integrazione degli specialisti dell’Ufficio dei corsi d’acqua e dei circondari forestali, che arrivano fino a 15-20 persone a supporto degli enti e consorzi”.
In totale i Servizi del DT hanno recensito oltre 100 eventi maggiori, l’80% dei quali erano legati a fenomeni di alluvionamento (colate detritiche; ruscellamenti superficiali, esondazioni). Oltre 20 abitazioni sono state evacuate precauzionalmente da parte dei Comuni e della Polizia in collaborazione con i servizi del DT.
Gli interventi sul territorio
Laurent Filippini, Capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua, ha sottolineato che vale la pena investire in opere di premunizione, che permettono di evitare maggiori danni. Sono tuttavia necessari nuovi provvedimenti per ridurre i rischi. In generale, ha tuttavia aggiunto, “il territorio ha retto bene alla prova”.
La conta dei danni
Ancora non ci sono cifre precise sui danni causati quest’estate dal maltempo. Ma secondo le prime stime quelli sui corsi d’acqua ammontano a circa 10-15 milioni di franchi, ha precisato Filippini. A questo proposito Claudio Zali ha aggiunto che in generale deve cambiare il paradigma: “Non passeranno altri 50 anni per eventi del genere. Dobbiamo quindi alzare il livello della nostra preparazione, tornare sui punti fragili del territorio e fare nuovi interventi. Parte dei mezzi finanziari si trovano già nei crediti ordinari, ma dovranno probabilmente essere adeguati verso l’alto. Crediti straordinari dovranno forse essere richiesti per i costi di ripristino nell’ambito stradale”.
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