
Metanord ha deciso di ripartire da zero, almeno finanziariamente parlando, per alleggerire la propria operatività ed avere la massima efficienza in vista del futuro.
L'attuale capitale di 18,5 milioni di franchi è quindi stato azzerato attraverso "significativi ammortamenti straordinari", così come sono state azzerate le perdite maturate nei vent'anni di attività. Nel contempo è stato costituito un nuovo capitale da 18 milioni di franchi, messo sul tavolo in parti uguali dai tre azionisti di riferimento, AET, BKW e Renova. È invece uscita da Metanord la Società elettrica sopracenerina, che finora ne deteneva il 7%.
Il presidente del CdA Luigi Mattei e il direttore Nicola Dotta (nella foto), annunciando i cambiamenti questa mattina in conferenza stampa a Monte Carasso, hanno spiegato che la decisione di ripartire da zero non è dovuta a questioni contabili, ma operative. L'obiettivo è quello di poter affrontare il futuro in modo più efficiente. Un futuro che, visto il voto sulla Strategia energetica 2050, è quanto mai incerto. Ma i vertici di Metanord sono convinti che "ci sarà spazio anche per il gas naturale".
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