
“Alla MES di Stabio il periodo dei negoziati è finto, ora sarà battaglia”. Sono parole forti quelle pronunciate stamani dai sindacati UNIA e OCST. Parole rivolte alla direzione della multinazionale rea secondo i sindacati di aver gettato a mare il contratto collettivo in vigore da oltre 35 anni. Un comportamento che i sindacati ritengono socialmente irresponsabile. Ora sarà battaglia.
Pomo della discordia la 13esima che direzione della MES a maggio voleva stralciare dal contratto collettivo. Una richiesta che innescò la vertenza con i sindacati terminata con la disdetta del contratto collettivo da parte della direzione. Di qui le critiche di alcuni dipendenti nei confronti dei sindacati, rei secondo alcuni di non aver fatto nulla per trovare una soluzione condivisa.
Accuse che i sindacati rispediscono al mittente anche se all’assemblea sindacale convocata oggi a Stabio la presenza dei dipendenti è stata piuttosto esigua. Come mai? “Tutta colpa delle pressioni che la direzione sta facendo sul personale”, ha detto Rolando Lepori di UNIA. “Semplicemente hanno paura, paura di perdere il posto di lavoro”
Intanto ieri dalla direzione della MES è giunta la controproposta ai dipendenti: pagamento della 13esima per il 2013 e congelamento a partire dal 2014 per tre anni. Un boccone amaro che i dipendenti sembrano tuttavia disposti a mandare giù.
Ed è proprio questo il punto centrale della vertenza. Tra la direzione della MES e i sindacati ci sono loro, i dipendenti, perlopiù frontalieri e disposti a lavorare a condizioni che nessun ticinese potrebbe sopportare. L’esempio estremo, lo ha presentato oggi il sindacalista OCST Marcello Specchietti: a Barbengo un frontaliere ha firmato un contratto di lavoro per 1300 euro al mese, dieci ore di lavoro al giorno, pause escluse, per 12 mensilità.
Nel pomeriggio la direzione della MES ha preso posizione. “L’azienda, si legge in una nota, non ha mai chiuso la porta in faccia ai dipendenti, né ai sindacati. La direzione precisa poi che il congelamento della 13.esima è da ricondurre alle reali difficoltà economiche dell’azienda comprovate e documentate. Da ultimo la nota precisa che verranno mantenuti tutti i posti di lavoro.
fp
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