
Tutti con Dick Marty. Suona così l’appello di Giovanni Merlini, presidente del PLRT, ai presidenti degli altri partiti ticinesi. Merlini, si legge sul sito rossoblu.ch, ha inviato una lettera agli altri presidenti nella quale propone di sottoscrivere un appello alla deputazione ticinese alle camere perché proponga all'Assemblea Federale il nome di Dick Marty come candidato ticinese in Consiglio federale. Questo il contenuto della lettera: "Considerata la disponibilità del nostro senatore Dick Marty ad accettare una candidatura per il Consiglio federale nell'interesse della Svizzera Italiana e ritenuta pure la necessità - anche da voi condivisa - di agire più uniti nel promuovere la legittima rivendiacazione della terza Svizzera, vi chiedo se siete disposti a sottoscrivere con me un appello alla deputazione ticinese alla Camere, affinché proponga il nome del Consigliere agli Stati quale candidatura ticinese per la successione dell'On. Couchepin". Alla richiesta ha aderito Manuele Bertoli, presidente del PS. Lega e PPD hanno detto no. Jelmini: 'È un'operazione improvvisata che non giova al Ticino'"Caro Collega - scrive Giovanni Jelmini presidente del PPD -, ricevo la tua richiesta a 'sottoscrivere un appello alla deputazione ticinese alle Camere, intesa a proporre il nome di Dick Marty quale candidatura ticinese per la successione dell’Onorevole Couchepin'. Ti ringrazio per la proposta, ma ritengo di non poter aderire alla tua richiesta, poiché mi pare un’operazione improvvisata che non giova alla causa del Canton Ticino. In questo senso si è peraltro già espresso in modo chiaro e pubblico il tuo Presidente nazionale Fulvio Pelli". "Non credo neppure che la deputazione ticinese - che peraltro non mi risulta essere la sede istituzionale cui spetta presentare eventuali candidature per il Consiglio federale - si attenda da parte nostra simili improvvisate manifestazioni, che rischiano di confondere ulteriormente una situazione già complessa di per sé. Credo infine che questo tipo di appello avrebbe dovuto semmai essere preparato e presentato per i precedenti potenziali candidati ticinesi. Detto questo, rinnovo la mia disponibilità a promuovere insieme le legittime rivendicazioni della Svizzera italiana, purché questo avvenga nell’ambito di strategie discusse e preparate con la dovuta serietà. Cordiali saluti. Giovanni Jelmini".Bignasca: 'Se Marty venisse eletto, darei le dimissioni dal Parlamento'“Se disgraziatamente Dick Marty dovesse essere eletto il 16 settembre – dice Attilio Bignasca -, lo stesso giorno alle 12 darò le dimissioni dal Parlamento con tre mesi d’anticipo. Perché Marty non rappresenta i ticinesi”.
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