
La notizia è di questa mattina: il virus della febbre del Nilo occidentale è stato rilevato di recente in alcune zanzare, sia nel Sopra sia nel Sottoceneri. Nessuna persona è ancora stata infettata, benché nella vicina Italia le autorità abbiano recensito, dall'inizio di giugno, 301 infezioni nell'uomo, concentrate soprattutto nel Nord della Penisola. Proprio per questo motivo, da anni si monitorano attivamente questi insetti per rilevare subito l'eventuale arrivo della malattia nel nostro cantone.

Il virus viene trasmesso all'uomo attraverso punture di zanzare infette. "Non può essere trasmesso da uomo a uomo", precisa a Ticinonews il medico cantonale Giorgio Merlani. "È quindi una malattia non contagiosa. Inoltre, non può nemmeno passare dall'uomo alla zanzara", in caso di puntura. "A replicare il virus sono solo gli uccelli e alcuni mammiferi. L'uomo eventualmente contagiato è quindi solo l'anello finale di una catena che non può proseguire oltre". Al momento una terapia specifica non esiste e in caso di complicazioni si deve ricorrere a trattamenti che agiscono sui sintomi, per esempio abbassando la febbre.
Asintomatica in 8 casi su 10
Come riconoscere però un eventuale contagio da febbre del Nilo occidentale? In realtà, non è così facile: nell'80% dei casi, infatti, la malattia è asintomatica. "Nel restante 20%, i sintomi sono di tipo influenzale: febbre, dolori articolari e muscolari e linfonodi ingrossati, con eventualmente delle congiuntiviti e dei rush cutanei, specialmente sul tronco". Sviluppare delle complicazioni, come ci spiega il medico cantonale, è estremamente difficile: "Si dice che in circa l'1% dei casi si manifestino dei sintomi di tipo neurologico, con disturbi dell'eloquio e del movimento". Per accertarsi dell'effettiva presenza del virus, occorre svolgere un test Pcr: "È un sistema molto simile a quello che abbiamo imparato a conoscere con il Covid. In questo caso, tuttavia - precisa il funzionario - il test viene eseguito con il sangue. È pure possibile ricorrere a una sierologia". Si inizia però dall'informazione alla popolazione e ai medici ed è proprio questo il senso della comunicazione odierna della notizia: "Ora si sa che questo virus è presente sul nostro territorio", commenta Merlani. "In presenza di sintomi di questo tipo, il medico deve sapere che potrebbe trattarsi anche di febbre del Nilo occidentale".
"Non è detto che il virus ci sarà l'anno prossimo"
Sono le persone anziane e immunosoppresse a essere relativamente più a rischio. "Durante la stagione nella quale circolano le zanzare - spiega il medico cantonale - queste persone devono magari fare un po' più di attenzione, cercando di proteggersi dalle punture con dei repellenti". Bisogna però evitare inutili allarmismi: oltre a generare complicazioni in un numero molto ridotto di casi, "non è nemmeno detto che il virus sarà presente da noi l'anno prossimo".

