
“Il progetto, che è stato firmato da quasi 400 sostenitori e da commercianti e addetti al lavoro (una novantina), vuole essere un grido di aiuto. Di certo non vuole penalizzare le due parti: mercato antiquariato (sabato) e mercato dei prodotti della terra (martedì e venerdì). Anzi, l’intento è di prendere in mano una “patata bollente””. I sostenitori del testo inoltrato al Municipio di Lugano, volto a ridare slancio al mercato cittadino attraverso alcune modifiche, rispondono al Comitato dell’Associazione degli espositori, che ieri aveva espresso la sua perplessità su diversi punti.
Uno, importante, sulla questione del (mancato) coinvolgimento degli stessi espositori. “In soli due giorni di lavoro e il supporto di qualche commerciante, sono state raccolte quasi 400 firme di gradimento alla proposta di progetto. Vorrei far notare che vi erano in giro 7 moduli firme con allegato il progetto per chi volesse leggerlo”, scrivono i promotori della nota, sottolineando quanto sia inutile “promuovere il proprio orticello senza una visione costruttiva a favore della città e del popolo che vive la stessa con uno sguardo più analitico e reale del degrado attuale”.
Per quel che concerne invece il contenuto della proposta, e in particolare l’ubicazione e il giorno del mercato, i promotori ritengono che “bisognerebbe riprendere in mano la situazione con analisi corrette e professionali di chi organizza eventi da anni e non di associazioni che (…) forse non hanno proiezioni future di quello che accade”.
“Ma non siamo qui per litigare – si legge infine nel testo - ma per desiderare un passo in avanti sul futuro di un biglietto da visita e forse per credere ogni tanto nel “romantico” come si viene accusati e non nella “reale” realtà di orticelli vari che solo le foto possono commentare”.
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