
Corredata da circa 1'300 firme, è stata consegnata venerdì 23 gennaio a Bellinzona la petizione del Sindacato indipendente degli studenti a apprendisti (SISA) "No all'aumento dei prezzi delle mense scolastiche: basta risparmiare sulle spalle degli studenti e pensionati."
Una petizione con la quale il SISA denunciava i recenti aumenti di prezzo nelle mense, accusando il Governo di mettere mano al portafogli delle fasce economicamente più deboli.
Oggi il Consiglio di Stato ha preso visione di questa peizione ed ha redatto una lettera di risposta al SISA.
Nella missiva il Governo illustra le modifiche tariffarie intervenute con l'inizio del corrente anno scolastico, ribadendo che il prezzo del menu del giorno, del piatto del giorno e del dessert è rimasto invariato ai livelli del 2009.
Il menu continua quindi a costare 8 franchi, "un prezzo largamente ridotto rispetto al costo complessivo" spiega il Governo, "che non abbiamo modificato proprio considerando il fatto che gli studenti, di regola, non dispongono di importanti risorse finanziarie, anche se ciò non vale per tutti." Idem per il piatto del giorno e per il dessert.
"È vero che la pasta del giorno con insalata, la quale da tempo viene sempre servita abbinata ad un frutto fresco, è aumentata da fr. 5.80, prezzo fissato nel 2008, a fr. 6.50" prosegue il Governo. "È pure vero che è stato adeguato il prezzo di una parte dei panini, prezzo che risale al 2008. Gli aumenti intervenuti vanno dai 30 ai 60 centesimi."
"Per quanto riguarda le bevande fredde, ad eccezione delle bevande gassate zuccherate aumentate di 50 centesimi per ragioni legate alla promozione di una sana e corretta alimentazione, le altre (acqua, succhi di frutta, tè freddo, spremute d’arancia fresca, latte) non hanno subito modifiche" scrive ancora il Consiglio di Stato. "Quanto infine alle bevande calde, sono state aumentate di 10 – 30 centesimi. Ad esempio il cappuccino e la cioccolata sono aumentati da fr. 1.90 a fr. 2.-."
"L’adeguamento delle tariffe non ci pare né esagerato, né esoso, considerato anche il tempo trascorso dall’ultimo ritocco dei prezzi" afferma il Consiglio di Stato. "L’impegno dei collaboratori per aumentare o mantenere il livello di qualità dei prodotti e dell’offerta è elevato e continuo, impegno che necessita anch’esso di continui investimenti infrastrutturali."
Quindi, "considerato come gli aumenti interessino solo una parte dell’offerta, rispettivamente siano contenuti nel quadro di un ordinario adattamento dei prezzi, oltre a essere giustificati da una migliore qualità e/o da una maggiore quantità," non è intenzione del Consiglio di Stato rivedere le decisioni contestate.
"Gli attuali prezzi sono adeguati, del tutto attrattivi anche rispetto ad altre offerte analoghe, nonché ben posizionati rispetto ad altre tariffe" conclude il Governo. "Un pasto ordinario sano ed equilibrato costa oggi come un pacchetto di sigarette, sulla cui dannosità è inutile dilungarsi."
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