Cerca e trova immobili
Ticino
Mensa di Davesco-Soragno, “al momento nessun potenziamento necessario”
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il Municipio di Lugano risponde a un’interrogazione del consigliere comunale Edoardo Cappelletti che chiedeva lumi su una presunta inadeguatezza del servizio. “Non abbiamo da motivare nessuna insufficiente offerta”.

Al momento non si rende necessario nessun potenziamento del servizio mensa di Davesco-Soragno. Lo scrive il Municipio di Lugano in risposta al consigliere comunale Edoardo Cappelletti (PC), che il 12 settembre aveva inoltrato un’interrogazione (cofirmata da altri membri del Legislativo), nella quale veniva sottolineato come il servizio mensa e di trasporto non riuscissero a rispondere pienamente alle necessità della cittadinanza. Nella sua risposta l’Esecutivo precisa anche che, qualora l'attuale pulmino dovesse rivelarsi insufficiente e si dovesse notare un aumento dei bambini stabile nel tempo, “provvederemo a introdurre un pulmino aggiuntivo (il cui costo si aggira sui 180 franchi al giorno)”. Nel mentre, qualora i numeri dovessero salire, ma in modo poco regolare, “cercheremo di riorganizzare il trasporto grazie al coinvolgimento di un autista che svolge già un trasporto nei dintorni”.

Le condizioni per accedere al servizio

Ricordiamo che il servizio extrascolastico avrebbe lamentato un incremento notevole di bambini provenienti da Cadro nella mensa scolastica di Davesco-Soragno e avrebbe invitato i genitori alla collaborazione per ‘‘limitare la presenza in mensa dei propri figli alle strette necessità lavorative, essendo il servizio concepito essenzialmente per favorire la conciliabilità lavoro-famiglia”. Tale invito, precisa ancora il Municipio, “non è una limitazione aggiuntiva, bensì una condizione già in essere per accedere al servizio e rimane valida per tutto l'anno”. Le attività extrascolastiche della Città sono infatti aperte alle famiglie dei bambini residenti nella zona, che frequentano l'Istituto scolastico comunale di Lugano e che hanno i seguenti requisiti: famiglia monoparentale in cui il genitore esplica un'attività lavorativa con orario di lavoro che non consente di accudire i figli negli orari extrascolastici; famiglia in cui i genitori per gravi motivi non sono in grado di accudire temporaneamente i loro figli; famiglia in cui entrambi i genitori contribuiscono con il lavoro al sostentamento del nucleo familiare e il cui orario di lavoro non consente di accudire i figli negli orari extrascolastici.

“Nessun controllo mirato”

Tuttavia, andare a riesaminare tutte le iscrizioni per capire quali sono le necessità lavorative dei genitori “è una procedura dispendiosa a livello di tempo e anche poco piacevole per le famiglie”. Per questo motivo, l’Esecutivo preferisce affidarsi “al buon senso e alla responsabilità delle famiglie” nel limitare volontariamente la presenza dei propri figli alle esigenze lavorative, evitando così “eventuali costi aggiuntivi a carico della cittadinanza. Qualora dovessimo riscontrare delle presenze nei nostri servizi non in linea con gli orari e il grado di occupazione dichiarato al momento dell'iscrizione, potremmo richiedere ai genitori ulteriori spiegazioni sulla necessità di far capo al servizio”.

“Nessuna offerta insufficiente”

Cappelletti chiedeva anche di motivare l’insufficiente offerta messa a disposizione dal servizio. Sulla questione, il Municipio precisa che il numero degli iscritti nelle strutture è sempre molto variabile di anno in anno e poco prevedibile, dal momento che difficilmente si possono prevedere quanti bambini di prima elementare o quanti nuovi iscritti in generale frequenteranno i servizi. Tuttavia “non abbiamo da motivare nessuna insufficiente offerta del servizio, dal momento che sta funzionando normalmente come gli scorsi anni”.

I tag di questo articolo