
Il sindacato Syndicom Ticino e Moesano e l’Associazione per la difesa del servizio pubblico hanno deciso di scrivere una lettera al Consiglio di Stato per segnalare “la situazione inaccettabile” che si è creata presso alcuni uffici postali a seguito della decisione dei vertici di diminuire la presenza del personale agli sportelli nel periodo prenatalizio. “Chiediamo che il Governo prenda posizione e vigili sul rispetto del mandato pubblico della Posta”, scrivono.
“Questa decisione sta comportando conseguenze molto negative sul personale che viene esposto a maggiori carichi di lavoro con rischi sulla loro salute, ma anche sugli utenti che si vedono costretti a fare lunghe code prima di essere serviti”, spiegano nella lettera firmata dal responsabile regionale Marco Forte e dal segretario ASP Graziano Pestoni.
“La Posta ha deciso di intraprendere questa misura in quanto intende azzerare i saldi delle ore dei dipendenti entro la fine dell’anno. Il sindacato syndicom ha più volte chiesto di rinviare il recupero delle ore all’anno prossimo quando l’affluenza è minore, in modo da permettere ai dipendenti di prendersi riposo senza creare stress ai colleghi ed evitare conseguenze negative sul servizio offerto all’utenza”.
Le foto, scattate tutte nel Luganese, dimostrano che “a differenza di quanto afferma La Posta c’è forte affluenza presso gli uffici postali e i tempi di attesa si sono raddoppiati”. “Ci sorge il dubbio che in realtà questa strategia miri appositamente a peggiorare il servizio agli sportelli per disincentivare gli utenti dal recarsi agli uffici postali e spingerli a utilizzare l’online. Non bisogna infatti dimenticare che a partire dal 2017 la Posta ha chiuso o è in procinto di chiudere ben 48 uffici postali sugli allora 112 presenti in Ticino”, sottolineano.
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