
Meno imposte per le aziende, ma anche per i cittadini. È l’ipotesi che si sta facendo strada tra le mura di Palazzo amministrativo, annunciata oggi dal consigliere di Stato PLR Christian Vitta in un’intervista al Corriere del Ticino (vedi articolo suggerito).
Il tema, si sa, è di quelli spinosi. TeleTicino ha quindi raccolto il parere dei capogruppo degli altri pariti di Governo. E già c’è chi alza le barricate, chi preannuncia un’iniziativa per andare nella stessa direzione qualora non si presentasse una proposta in tal senso, chi si mostra possibilista ma mette in guardia:
"Noi siamo pronti a entrare in discussione purché sia una vera riduzione", commenta il capogruppo PPD Maurizio Agustoni. "La misura non deve insomma comportare un aumento di tasse o altro tipo d'imposte. In secondo luogo non devono essere scaricati costi sui comuni che a loro volta dovrebbero aumentare il moltiplicatore per i loro cittadini, quindi in questo caso ci sarebbe un effetto zero. Non da ultimo la misura non deve essere finanziata con riduzioni di prestazioni sociali già contenute a sufficienza negli ultimi anni".
Da sempre favorevole a sgravi per il ceto medio anche il capogruppo leghista Daniele Caverzasio. "Per far sì che non sia una boutade da campagna elettorale come può capitare, se la misura non si concretizza entro fine legislatura non è detto che penseremo noi al lancio di un'iniziativa", sottolinea. "Come Lega noi è da anni che chiediamo sgravi al ceto medio e alle persone singole in particolare. Purché questo non pesi sulle persone più bisognose".
Di tutt'altro avviso il capogruppo socialista Ivo Durisch, secondo cui il Governo dovrebbe avere una visione più a lungo termine: "La società crea nuovi bisogni, la formazione diventa sempre più complessa, la sanità dà costi allo Stato perché la popolazione invecchia, e questo non si cura con degli sgravi fiscali. Mi sembra un contentino per giustificare altri sgravi alle aziende".
Pronta la risposta del collega PLR Alex Farinelli: "In questi anni si è già risposto a tanti bisogni dei cittadini, dalla formazione alle infrastrutture. La fiscalità è rimasta in secondo piano anche perché le finanze non erano in una situazione florida. Adesso, che siamo in un quadro migliore, è giusto affrontare anche questa tematica senza tabù e senza pregiudizi".
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