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Ticino
"Meno frontalieri? Vogliamo chiarimenti"
Redazione
15 anni fa
Le risposte del DECS non convincono i firmatari dell'interrogazione sul numero di frontalieri nell'istruzione

Le repliche all’interrogazione presentata dal deputato Michele Guerra, in merito all’aumento di personale frontaliero nell’istruzione, non hanno convinto il deputato leghista ed i cofirmatari dell’interrogazione. Oggi infatti riceviamo la contro-replica, con la quale Guerra ed i cofirmatari vogliono chiarire alcuni punti.Il primo punto è sul numero di frontalieri effettivamente presente nelle scuole ticinesi. Il testo del comunicato recita che “quattro giorni fa, il 17 giugno, a fronte di una richiesta fatta dal sottoscritto deputato al DECS per conoscere il numero di frontalieri attualmente impiegato nella scuola pubblica cantonale, Michele De Laurentis, collaboratore personale di Manuele Bertoli presso il DECS, rispondeva con il messaggio che vi inoltro di seguito. La risposta indicava che la situazione concernente il numero di frontalieri nella scuola pubblica cantonale “non è sostanzialmente cambiata” rispetto a quella indicata in un documento firmato dal CdS che mi veniva appunto inoltrato come risposta alla mia domanda. Nel documento (trattasi della risposta data dal CdS ad un'interrogazione di Lorenzo Quadri) il numero di frontalieri si attestava a quota 72 e veniva inoltre mostrato un trend relativamente in crescita”.Le altre perplessità si riferiscono alle incongruenze nella risposta di Manuele Bertoli ai media “Ci chiediamo quindi come mai, a soli tre giorni di distanza dalla comunicazione dataci dal DECS tramite un portavoce del Consigliere di Stato Bertoli, lo stesso DECS comunichi dati completamente diversi, con “soli” 52 frontalieri e soprattutto indicando un forte trend in decrescita. Meraviglia il fatto che il Consigliere di Stato Manuele Bertoli dichiari ai media una cosa completamente diversa da quanto dichiarato ad un deputato dal suo funzionario ufficiale tre giorni prima.

 

Come terzo punto si vuole chiarire il senso dell’interrogazione. “Terremmo poi a chiarire che l'interrogazione chiedeva unicamente informazioni al CdS sulle possibili cause imputabili ad un aumento (ufficialmente registrato dall'Ufficio Federale di Statistica) del 696% nel numero di frontalieri impiegati nell'insegnamento in Ticino negli ultimi 13 anni, senza peraltro chiedere il numero di frontalieri impiegati nella scuola pubblica, visto che proprio il DECS ci aveva già indicato questo dato in forma scritta.”Il comunicato continua con “pare inoltre strano che il Consigliere di Stato Bertoli abbia dichiarato ad alcuni media che i dati ufficiali dell'Ufficio Federale di Statistica vadano interpretati e che si tratta di statistiche fuorvianti, quando essi sono ufficiali e come dichiariamo nel nostro atto riguardano l'insegnamento privato e pubblico” e inoltre “sarebbe inoltre importante capire a cosa è dovuto questo decremento da 72 unità a 52 unità indicato dal DECS e come esso si spieghi a fronte delle importanti statistiche federali che invece mostrano come proprio il settore dell'insegnamento in Ticino sia il maggiormente colpito dall'aumento di frontalieri negli ultimi 13 anni (+696%). Il decremento di frontalieri nella scuola pubblica cantonale sarà semplicemente riconducibile al fatto che alcuni di essi hanno preso domicilio in Ticino?”.Ed infine “stranamente i nuovi dati il DECS li ottiene pochi giorni dopo la chiusura delle scuole e lo stesso giorno in cui il nostro atto è stato consegnato. Una questione del genere richiederebbe una certa prudenza nell'affrontarla, mentre, tramite i media, il DECS ha preso posizione il giorno stesso in cui l'interrogazione è stata ufficializzata”.

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