
Fallimenti in aumento in Svizzera, mentre risultano in calo in Ticino. A livello nazionale nei primi dieci mesi dell'anno hanno depositato i bilanci 4947 aziende, 3639 delle quali per insolvenza. Le bancarotte per motivi finanziari registrano una progressione dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2014 con il Ticino però in netta controtendenza: a sud delle Alpi le imprese che hanno chiuso per non essere state in grado di far fronte ai pagamenti sono diminuite del 9%, scendendo a quota 267. Stando ai dati pubblicati oggi dalla società internazionale di informazioni economiche Bisnode, le bancarotte totali del periodo gennaio-ottobre nei distretti ticinesi salgono a 423 se si considerano anche le 156 decretate per motivi legali (chiusura per lacune nell'organizzazione, articolo 731b del Codice delle obbligazioni). Tenendo conto di queste (diminuite del 34%) la flessione totale su base annua è del 20%. Rimanendo nell'ambito dei soli fallimenti per incapacità di far quadrare i conti, i Grigioni segnano un +5% a 62, Ginevra +2% a 309 e Zurigo +9% a 590. Solo cinque cantoni - oltre al Ticino - si smarcano dalla tendenza nazionale. Bisnode ha pubblicato anche i dati svizzeri relativi al mese di ottobre, che vertono su 558 fallimenti totali (+20% su base annua), di cui 409 insolvenze (+16%). In questo caso non sono disponibili dati disaggregati regionali. Se molte imprese chiudono, un numero ancora maggiore apre i battenti: nei primi dieci mesi le nuove iscrizioni al registro di commercio sono state 33'219, con una flessione annua del 3%. Il Ticino presenta una contrazione del 13% a 2295, mentre i Grigioni mostrano una crescita del 6% 802.
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