
Era un giocatore di rugby della squadra della University of Surrey di Guildford, nel sud-est dell'Inghilterra, il 19enne deceduto ieri a Lodi a causa di una sospetta meningite. Il giovane viaggiava sul torpedone fermato questa notte ad Airolo dalla polizia cantonale su richiesta delle autorità italiane.
Tutti gli occupanti del bus - ragazzi dai 17 ai 23 anni - sono stati sottoposti in via precauzionale a maggiori controlli al San Giovanni di Bellinzona. Controlli che hanno sconfessato l'ipotesi più terribile: "nessun caso di meningite" tra gli studenti inglesi e "nessun pericolo per la popolazione ticinese", ha confermato nel pomeriggio l'Ente ospedaliero cantonale. Tre ragazzi che presentavano uno stato febbrile sono stati sottoposti a ulteriori controlli, mentre gli altri sono potuti ripartire.
Restano da chiarire ora le cause della morte del giovane rugbista. Il ragazzo si è sentito improvvisamente male durante il viaggio di ritorno dall'Emilia Romagna, dove, assieme ai suoi compagni, si era recato per un torneo organizzato da tre gruppi universitari: rugbisti, giocatori di badminton e colleghe universitarie del cheerleading.
Il soggiorno è trascorso senza particolari problemi. Poi l'improvviso malore accusato dal ragazzo sul bus, che ha costretto il mezzo a fermarsi nell'area di servizio di Somaglia, nel lodigiano. L'ambulanza ha trasportato il ragazzo in ospedale in arresto cardiaco, ma era già troppo tardi. I sanitari non hanno potuto fare altro che constarne il decesso.
Visto il tempo brevissimo tra i primi sintomi e la morte, l'ipotesi più accredita era che potesse trattarsi di un caso di meningite. Da qui la richiesta delle autorità sanitarie milanesi di bloccare il bus sul quale viaggiaveno i compagni, che nel frattempo aveva raggiunto la Svizzera.
La Procura di Lodi ha ora aperto un'inchiesta sulla morte del ragazzo. Sarà l'autopsia, tra ieri e oggi, a stabilire le esatte cause della morte.
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