
Giovanni Merlini tace. Il presidente cantonale del PLR si è chiuso da ieri in un silenzio tombale e non rilascia commenti sull’esito delle elezioni comunali della nuova Mendrisio. Elezioni perse dai liberali radicali. Un municipale e 10 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti elezioni. Anche se, nel bilancio del crollo vanno inserite due voci: la scheda senza intestazione, che cinque anni fa non c’era, e il voto dei nuovi comuni aggregati. Ma se Merlini non rilascia dichiarazioni, parlano diversi esponenti del partito: del Mendrisiotto e no. Cominciamo da Claudio Bordogna. Il Gran Consigliere, eletto a Mendrisio in Consiglio comunale, va giù durissimo, premettendo però che questa sconfitta è del tutto a carico della sezione locale del PLR: “Paghiamo sonoramente una politica di appiattimento al PPD portata avanti in questi anni da parte degli esponenti del partito”, dichiara Bordogna. “Nessuna opposizione, le cose andavano bene perché il comune è stato amministrato bene. Ma sono mancati gli spunti di polemica quando era necessario. Quando si perde così in un comune importante – conclude il deputato - c’è solo una strada: azzeramento totale di tutti i vertici del partito, comprese le sottosezioni dei comuni aggregati e del capogruppo in Consiglio comunale”. Per il collega in parlamento Jacques Ducry il “sistema elettorale che dà la maggioranza assoluta con il 35% dei voti è anomalo. I risultati e i seggi in consiglio comunale mi sembra rispecchino meglio la realtà dell’elettorato. L’ipotesi di perdere un seggio era comunque nell’aria. E la scheda senza intestazione ha avuto un peso importante. Fatte queste premesse, prosegue Ducry, “la situazione è sicuramente preoccupante. Le frizioni a livello cantonale hanno pesato. E la non elezione di Ivan Bellloni, esponente della rosa dei venti, potrebbe essere un segnale chiaro. È molto probabile che ci sia una disaffezione da parte del nostro elettorato. Urge una riflessione a livello cantonale. Bisogna fare chiarezza”. “Ovviamente sono deluso per il risultato”, commenta il presidente distrettuale del PLR di Mendrisio Marco Tela. “Credo che la nostra sconfitta abbia diverse cause: dalla necessità di avere persone trainanti all’interno delle liste, alle continue lotte tra liberali e radicali che hanno convinto diversi nostri elettori a votare scheda senza intestazione”. Ma non è tutto. “Anche se abbiamo subito una sconfitta – conclude Tela – diversi nostri giovani hanno fatto un’ottima votazione. Da loro dobbiamo ripartire”. Per Tullio Righinetti “non esiste una lettura unica di questa situazione. È comunque certo che il disagio cantonale del PLR abbia inciso sulle elezioni della nuova Mendrisio. L’area liberale – conclude il deputato - risulta maggiormente giustificata nei suoi argomenti. Spero che il partito ne prenda atto. Il sindaco di Coldrerio e deputato Corrado Solcà dice che è “preoccupante perdere un municipale in una realtà importante come quella della nuova Mendrisio. È stato decisivo Carlo Croci e come il PPD ha amministrato il comune in questi anni . Da parte del PLR potrebbe esserci stato un problema di vicinanza con la popolazione. E non credo che le polemiche del partito cantonale abbiano inciso”. Infine Giorgio Giudici. “L’importante per me – dice il sindaco di Lugano - è che ci sia un nuovo esecutivo e che possiamo continuare a lavorare insieme. Tra i due poli ci sarà un dialogo intenso”. Sui risultati del PLR Giudici afferma che “ognuno deve fare le sue riflessioni senza dare colpe agli altri. Però ancora una volta stupisce la scheda senza intestazione. Il ppd ha lavorato bene e dimostra che non è attaccando le persone che una forza riesce a vincere”. Infine un commento sulle dichiarazioni di Moreno Colombo che hanno indispettito la sezione PLR di Mendrisio: “È giusto dire che ci vogliono dei cambiamenti e non è da oggi che
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