
Spacciatori di droga che gironzolano attorno al parco della clinica psichiatrica cantonale a Mendrisio o che attendono i pazienti tossicomani nei bar delle vicinanze. È questo il quadro che descrive un genitore di un paziente tossicomane nella sua testimonianza al caffé. Un quadro che è noto anche al direttore della clinica, Silvano Testa, che ripetutamente segnala il problema alle autorità. “Due settimane fa abbiamo fatto intervenire la polizia cantonale con i cani antidroga nel parco. Di notte ci sono gli agenti della Securitas a controllare. Escludo, però, che qualcuno sia potuto entrare nella clinica per spacciare”. Secondo il genitore infatti, lo spaccio avverrebbe anche all’interno della clinica. “Non ce l’ho con i medici o con gli infermieri che fanno veramente un ottimo lavoro – ha sottolineato al caffé -, ma credo che all’esterno e all’interno della clinica ci vorrebbero maggiori controlli per tenere lontano chi spaccia”.Testa dal canto suo ha assicurato che i tossicomani quando tornano da un “congedo” vengono controllati per evitare che portino dentro della droga. Nei casi sospetti, ha precisato, si guarda bene anche nelle loro camere e tra gli effetti personali. Per quanto riguarda l’identificazione dei visitatori, ogni persona deve annunciarsi e quindi entra in contatto con il personale. “Non è che possa entrare chiunque e passare inosservato” ha commentato il direttore. Che il parco attorno alla clinica ponga dei problemi, lo riconosce comunque pure Testa: “Di giorno i controlli di polizia ci sono, ma essendo un parco pubblico non si può oggettivamente chiedere a tutti i documenti. Noi appena abbiamo un sospetto, come è successo due settimane fa, chiamiamo subito la polizia e devo dire che la collaborazione degli agenti è eccellente”.
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