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Ticino
Mendrisio, sciopero alla Exten
Redazione
12 anni fa
I lavoratori hanno incrociato le braccia stamattina per contestare i tagli salariali decisi dalla direzione

"Decurtazione salariale del 26% per i lavoratori frontalieri, del 16% per i residenti. Fino ad oggi si tratta della decurtazione più elevata mai registrata dal sindacato Unia da quando il padronato dell'industria (ma non solo) ha deciso di usare il franco forte per aumentare i propri margini di profitto". Cosi il sindacato ha commentato ieri sera dal suo sito denunciamoli.ch la decisione della Exten SA di Mendrisio, che produce materiali in plastica e occupa un centinaio di dipendenti, di diminuire il reddito del personale. 

E stamattina i lavoratori, spaleggiati da UNIA, hanno incrociato le braccia per contestare le decurtazioni che entreranno in vigore a partire dal 1 marzo.

Stando a quanto riferiscono i sindacalisti ai lavoratori non è stata data alcuna alternativa: "se non firmi il nuovo contratto, chiudiamo la fabbrica" è il ricatto imposto dall'azienda, che non avrebbe presentato una cifra economica per giustificare il taglio salariale. 

"Oggi un operaio turnista alla Exten SA guadagna un salario di base pari a 3200 franchi lordi (per 13 mensilità)" specifica UNIA. "Se questi proviene da oltre la frontiera, il suo salario base lordo passerà a 2'368 franchi mensili, una perdita lorda mensile di 832 franchi, ovvero di 10’816 franchi lordi su base annua! L’operaio turnista residente, calcolando sempre lo stesso salario di base lordo, vedrà passare la sua retribuzione dagli attuali 3'200 franchi ai prossimi 2'688 franchi lordi. La perdita mensile si tradurrà in 512 franchi lordi, pari a 6'656 franchi lordi annui! Detto in altre parole, il frontaliere perderà 3,4 mensilità, il residente 2,1 mensilità in un anno".

Il sindacato è quindi intervenuto a difesa dei lavoratori e durante l'assemblea del 18 febbraio, si è deciso di intraprendere un percorso di lotta attraverso la manifestazione di protesta odierna.

I lavoratori rivendicano in particolare l'immediato ritorno alla situazione contrattuale precedente e l'apertura di un confronto franco con la direzione dell'impresa al fine di valutare i problemi, veri o supposti, dell'azienda e delle sue strategie future. Inoltre si chiede la creazione di una commissione sindacale d'impresa per gestire i rapporti futuri aziendali e nessuna ripercussione o misura disciplinare nei confronti di coloro che hanno partecipato alle misure di lotta.

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