
Non ha potuto svolgersi, ieri a Mendrisio, il tradizionale mercato del bestiame della fiera di San Martino. Troppo forte il vento, che ha costretto gli organizzatori a rinunciare. Già sabato mattina, in vista dell'allarme meteo previsto per questi giorni, Municipio, Polizia, Protezione civile e Ufficio tecnico avevano dato ordini precisi in caso di maltempo. E ieri mattina, purtroppo, il momento più atteso della fiera ha dovuto essere annullato. I gazebi sono stati smontati, il tendone delle bestie è stato sigillato, mentre molti animali sono rimasti nelle loro stalle.
La speranza è che per l'anno prossimo il tempo sia migliore. Anche perché le prospettive, per la Fiera di San Martino, non sono troppo allettanti, al di là della meteo. Il Giornale del Popolo di oggi spiega come ogni anno gli spazi vadano restringendosi. E, con il futuro svincolo autostradale, questo processo non potrà che proseguire.
La fiera di San Martino, che esiste da 400 anni e che è persino sotto il capellino protettivo dell'Unesco, può fortunatamente contare su numerosi volonterosi giovani, e su una sempre folta partecipazione del pubblico. Ma, tra nuovi comparti industriali, nuovi centri commerciali e nuove strade, è diventata anche emblema di una società che si evolve e muta. Per quanto ancora ci sarà questa manifestazione legata ad una civiltà rurale fatta di allevatori e agricoltori, ridotti ormai ad una minoranza di pochi coraggiosi che vivono soprattutto nelle valli ticinesi? L'augurio del GdP, e anche il nostro, è che possa continuare ancora a lungo.
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