
Il grosso incendio scoppiato questa notte in un deposito di pneumatici in via Campagna Adorna a Mendrisio ha riportato alla mente il rogo di Riazzino del 2006 che interessò una discarica abusiva di pneumatici.
A suscitare maggiore apprensione in un territorio già molto colpito dall’inquinamento dell’aria sono state le possibili conseguenze ambientali. I rischi sono fortunatamente rientrati, come ci conferma Nicola Solcà, il capo dell’Ufficio gestione dei rifiuti ambientali e del suolo: “C’è stata un’impennata di sostanze inquinanti ma fortunatamente è accaduto durante la notte con la popolazione che si trovava nelle proprie case. La situazione ora è tranquilla”.
“Questioni croniche sono quasi escluse, ma faremo ancora delle verifiche – prosegue Solcà - L’incendio di Riazzino di una decina di anni fa è stato più grave e ci ha permesso di mettere in piedi un vasto sistema di monitoraggio”.
“Un evento di questo tipo è difficile da gestire durante la fase dell’incendio. È stato importante il tempestivo intervento dei Pompieri che ha limitato i danni. Ricordiamo che l’incendio è durato diverse ore e limitare la zona colpita ha evitato conseguenze più gravi”.
I cittadini possono quindi riaprire le finestre? “Sì, le misure precauzionali sono rientrate”.
Tocca ora all’inchiesta stabilirà le cause del rogo. Sul posto la polizia scientifica per gli accertamenti. Intanto è in corso il ripristino dell'area e lo smaltimento dei copertoni incendiati.
Da notare che proprio ieri i vicini avevano ricevuto una raccomandata che li avvisava che la ditta in questione, la PM Ecorecycling, avrebbe installato un trituratore di pneumatici. Per ora è escluso qualsiasi collegamento con il rogo, ma tra la gente del posto fioccano le speculazioni. Anche perché tra le varie ipotesi al vaglio degli inquirenti, al momento quella più probabile è che il rogo sia di origine dolosa.
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