
Ha creato un certo scalpore il caso della turista tedesca che, in vacanza nella sua residenza secondaria di Brusino Arsizio, si è recata all’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio per una presunta “leggera otite” e si è vista poi consegnare un conto da 6'300 franchi. Una cifra che, a prima vista, può facilmente apparire come esagerata. Lo ha affermato a chiare lettere il Municipio di Brusino Arsizio, secondo cui si è trattato di una pessima pubblicità per l’immagine del Ticino turistico. Se però ci si addentra un po’ meglio nel caso, si scopre che di scandaloso non c’è stato proprio niente. La diagnosi della turista tedesca non era infatti di una leggera otite, bensì di un’affezione più grave che richiedeva un ricovero. E la tariffa applicata è stata conforme a tutti i regolamenti, senza alcuna maggiorazione per il fatto che si trattasse di una persona non residente in Ticino. “Non c’è nulla di spettacolare in questa vicenda” ci spiega Mariano Masserini, responsabile dell’informazione presso EOC. “La diagnosi della signora, che per motivi di privacy non possiamo rivelare, non è quella che viene descritta sulla stampa. Non si è trattato di una leggera otite. La diagnosi della signora prevedeva dai 2 agli 8 giorni di ricovero: è rimasta all’OBV per tre giorni, quindi nel lasso di tempo previsto.” Il conto presentatole, poi, è conforme alle tariffe in uso. “Alla turista è stato applicato il tariffario comune a tutti gli ospedali svizzeri” precisa Masserini. “A prima vista può sembrare un conto salato, ma bisogna considerare anche la tipologia del ricovero. La signora, per esempio, ha chiesto una camera privata. E comunque, malgrado al momento del ricovero non fosse in possesso della carta sanitaria, la sua assicurazione malattia ci ha già fatto pervenire la necessaria conferma di copertura, per cui la somma depositata le sarà rimborsata al più presto.” Che lezioni trarre da questa vicenda, quindi? Più che prendersela con i costi del sistema sanitario, possiamo anche noi ticinesi imparare a cercare ragguagli sulle disposizioni in campo sanitario dei paesi che visitiamo. “Quando si va in vacanza è sempre importante informarsi prima di partire e portare con sé la tessera sanitaria” conclude Masserini. “A maggior ragione se si ha una certa età ed i problemi di salute possono diventare un’eventualità non poi così remota.” AS
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