
I liberali di Mendrisio sono preoccupati. Pomo della discordia, manco a dirlo, la crescita esponenziale dei lavoratori frontalieri nel distretto del Sottoceneri.
Nonostante le "incoraggianti" risposte all' interrogazione di aprile “Moltiplicatore, territorio e occupazione: quale promovimento economico vogliamo”, inoltrata proprio dal PLR, il partito si dice preoccupato per i dati pubblicati recentemente dall’Ufficio Federale di Statistica riguardanti gli impieghi a Mendrisio. "Come riportato sull’edizione del Corriere del Ticino del 10 settembre 2014 - scrive il PLR cittadino - , le cifre confermano che i posti di lavoro a Mendrisio, nel 2011, sono in aumento a 14'847 ma che di questi ben 7'822 sono occupati da personale frontaliere. Questo significa che i frontalieri occupano la maggioranza dei posti di lavoro disponibili a Mendrisio (ossia il 53%). Come riportato sul “Neue Zurcher Zeitung” del 03.10.2014, che si è interessato alla nostra peculiare situazione, a Novazzano i posti occupati da frontalieri sono il 61.8% e Stabio il 72.1%. Nel medesimo articolo, Stefano Rizzi, direttore della Divisione economia, spiega che tra il 2002 e il 2013 c'è stato un notevole aumento generalizzato di frontalieri nel Cantone, con aumento del 132% nel settore terziario, e del 43% nel secondario, raggiungendo complessivamente in totale quota 62'400."
"Questi dati possono essere non solo interpretati come necessità in determinati settori o sviluppo economico: sorge, infatti, il sospetto di un reale processo di sostituzione dei residenti con frontalieri che spesso costano meno alle aziende. A denunciare questa situazione ci sono molte associazioni di categoria e cittadini." Sospetto che ha spinto i liberali del Magnifico Borgo a inoltrare un'ulteriore interrogazione all'Esecutivo cittadino, primo firmatario il consigliere comunale Riccardo Pereira Mestre.
I liberali, pur riconoscendo che la necessità di manodopera specializzata estera e la vicinanza al confine facilitano storicamente l’affluenza di personale frontaliere, non comprendono come in pochi anni si sia venuta a creare una simile situazione. "I fenomeni di dumping salariale nella nostra regione - sottolinea il comunicato - sono all’ordine del giorno e il problema dei padroncini è lungi dall’essere risolto, i controlli in dogana portano inesorabilmente statistiche preoccupanti di violazione della Legge federale sugli stranieri, in particolare sulla violazione dell’obbligo di notifica. Non è raro, inoltre, che a vincere appalti pubblici siano ditte nostrane che poi subappaltano il lavoro ad altre ditte, spesso di oltre confine. Ricordiamo poi, per l’ennesima volta, il problema dei parcheggi abusivi e del traffico incontrollato che percorre le strade della nostra città, l’impatto sulla qualità di vita dei cittadini residenti e le conseguenze ambientali che influenzano non poco la nostra salute. Ricordiamo poi tutte le esternalità negative tra cui l’usura delle strade, la necessità di creare rotonde e doppie corsie per far fronte all’aumento del traffico."
"Se da un lato spetta in parte a Cantone e Confederazione dare delle risposte concrete alla popolazione di Mendrisio, riteniamo che anche il Municipio debba attuare una politica volta a favorire il personale indigeno e residente pur nei limiti di Legge e di competenza."
"Fatta questa premessa - conclude la nota - e avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC e dal Regolamento Comunale chiediamo al lodevole Municipio quanto segue:
1) Considerati i dati riferiti dall’ufficio federale di statistica e riportati nei media il Municipio ritiene preoccupante la situazione?2) Con il gettito attuale delle imposte alla fonte il Comune riesce a far fronte alle esternalità negative presenti sul territorio (usura strade, infrastrutture, ecc.) legate all’aumento del frontalierato?3) Il Municipio intende favorire l’insediamento di aziende che si impegnano ad assumere personale residente? E se sì, in che modo e con quali incentivi?4) Considerato il numero non irrilevante di disoccupati e persone in assistenza a Mendrisio, il Municipio avrebbe potenzialmente la possibilità di favorire per gli appalti pubblici le aziende che presentano un maggior numero di personale residente (entro i limiti della Legge sulle commesse pubbliche)?5) Sarebbe percorribile l’idea di proporre senza impegno l’assunzione di personale residente in disoccupazione o assistenza ad aziende che ricevono un consistente appalto pubblico? Oppure allo stesso modo proporre la creazione di un posto di attività di utilità pubblica (AUP) per persone in assistenza del nostro Comune?6) Cosa può fare di più il Municipio per invertire la tendenza alla sostituzione di personale indigeno con frontaliero?"
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